Il centravanti spagnolo Alvaro Morata: alla Juve come al Real Madrid

Le squadre cambiano le loro modalità offensive un po’ per cercare di trovare strade nuove e conseguente imprevedibilità, molto perché gli allenatori partoriscono necessariamente nuove idee anche quando mantengono gli stessi moduli di gioco. Figurarsi poi se – come nel caso della Juventus edizione 2014-15 – in panchina si è registrato un avvicendamento clamoroso come quello tra Conte ed Allegri, con progressivo slittamento dal 3-5-2 al 4-3-1-2, con la variante del 4-3-3 episodicamente utilizzato per la Coppa Italia. In più, nonostante Tevez-Llorente fosse una coppia consolidata, l’arrivo di Alvaro Morata con il suo carico di denaro sborsato per averlo (20 milioni) e le legittime aspettative che si merita un ex Real Madrid, non poteva che generare un cambiamento significativo. Che si potrebbe riassumere così: la Juve ha trovato la profondità. E può fare molto di più, pur avendo già superato e non di poco la quota di reti maturate con rifinitura fuori area in verticale e realizzazione dentro il perimetro dei 16 metri.

L’ultima Juve targata Conte aveva in questa particolare dimensione un goleador che non faceva parte del reparto d’attacco e dimostrava tempi e capacità d’inserimento pressoché perfetti. Ma quell’Arturo Vidal è scomparso dai radar offensivi di Allegri. Quanto a Tevez e Llorente, sono solo due i gol in profondità realizzati nella scorsa stagione: l’argentino in casa con il Verona, approfittando di un assist di Bonucci; lo spagnolo sempre allo Juventus Stadium, vittima il Livorno, su servizio proprio del suo partner d’attacco. In totale, i gol così costruiti sono stati 9, una quota già abbondantemente superata quest’anno, dove Alvaro Morata ha realizzato il tredicesimo gol sfruttando la puntuale verticalizzazione.

Ed è qui l’impronta più marcata di Allegri, oltre alla crescita tecnica che ha reso molto più fiduciosa la squadra nelle soluzioni da lontano, mente certamente si sono rarefatte quelle combinazioni a memoria che il suo predecessore ha trasferito in Nazionale. Ed ecco il peso di Alvaro Morata, rapido e furbo nell’entrare in relazione con le intuizioni dei compagni. Una serie, la sua, iniziata a Empoli su passaggio di Tevez. Proseguita poi nel travolgente 7-0 in campionato con il Parma su delizioso cucchiaio di Coman e successivamente approfittando della collaborazione di Lichtsteiner. Infine, il gol, più pesante ieri sera, grazie al neo-compagno di reparto Llorente, che ha salvato così una prestazione largamente insufficiente. 4 gol e 4 uomini assist diversi, la stessa situazione registrata a Madrid per il giovane Alvaro Morata, che aveva goduto dei suggerimenti di Varane, Casemiro, Di Maria e Illarramendi. A questo punto, contando quanto ancora manchi al termine della stagione, ipotizzare un bottino ben più ampio è tutt’altro che un’ipotesi azzardata.

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