I rossoneri continuano a toccare gli altri reparti, ma il brasiliano Allan dell’Udinese sarebbe un buon inizio.

Udinese-Juventus lascia poco agli occhi e molto ai denti: +7 bianconero in campionato in un turno sulla carta non favorevole rispetto alla Roma (che adesso deve piuttosto pensare al Napoli) e un Allan a centrocampo che a uomo su Pogba ne è uscito vincente. Qui c’entravano poco i pronostici, però è chiaro che il francese veniva da quattro partite sempre in gol (con numeri spettacolari) e tre settimane di continue copertine. Quindi la scena se la prende questo “cagna io” che di brasiliano ha soltanto l’attinenza con la generazione del dopo-Dunga: corsa, muscoli, voglia di duellare e grande concentrazione. Nonché una certa personalità.

In molti ora, tra il serio e l’ironico, pensano a un possibile interesse dei bianconeri che da quando c’è Marotta hanno un filo diretto estivo con i friulani. La storia insegna. Ma anche il calcio insegna. E Allan non è un identikit pensato per il calcio che ha in testa Allegri. Oltretutto i bianconeri non ne hanno granché bisogno, a patto che Vidal sia ancor Vidal e che Sturaro mantenga anche solo la metà di ciò che promette. Piuttosto, il Milan dovrebbe fare un serio pensiero ad Allan: sembra De Jong quando De Jong era ancor un giocatore a tutto campo (in effetti Van Gaal ai mondiali qualcosa gli ha ancora tirato fuori, ma sembra esser stato solo un sussulto) e oltretutto l’olandese è in scadenza a giugno e non pare voglia restare a Milano. Insomma, la classe va bene, ma i rossoneri devono comunque ripartire dalla sostanza a centrocampo. Che non è quella di Montolivo ed è quella dimenticata dai tempi di Gattuso. Nocerino, salvificato e glorificato dalla presenza di Ibrahimovic, è stata solo una parentesi illusoria.

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