Viaggio alla scoperta della Coppa America e dei talenti ancora sconosciuti (o quasi) che si stanno mettendo in mostra nelle notti italiane dall’altra parte del globo

Sono sei, due di loro giocano già in Europa, gli altri non ancora. Rappresentano il bello di questa Copa America per chi la guarda da qui con un sobrio e naturale distacco: poter scoprire calciatori che altrimenti non avremmo, colpevolmente, notato. E la speranza di poter dire tra qualche anno (o mese, si spera): ve l’avevo detto.

image

CHRISTIAN CUEVA (1991 – Allianz Lima)

Protagonista silenzioso dell’ottima Copa America disputata dal Perù. Silenzioso fino ad un certo punto, nonostante il ruolo un gol e un assist. La rete è servita a poco e non ha evitato la sconfitta contro il Brasile ai gironi, mentre l’assist confezionato nel match valido per i quarti di finale contro la Bolivia ha esaltato geometrie e semplicità di calcio della squadra di Gareca. Centrocampista centrale in grado di fare l’interno di sinistra o il centrale puro. Da migliorare negli appoggi, è molto bravo in interdizione. Classe 1991 con una sola esperienza nel calcio europeo nella sfortunata parentesi semestrale al Rayo Vallecano. Meriterebbe qualcosina in più dell’Allianz Lima.

CHARLES ARANGUIZ (1989 – Internacional)

Altro centrocampista brevilineo ma con caratteristiche tecniche e tattiche differenti. Centrocampista centrale e all’occorrenza anche trequartista, è una delle “sorprese” del Cile. Calciatore che in Sud America ha già mostrato una grande facilità di calcio e un’abilità con la palla al piede non comune. Si è trasferito un anno fa dall’Universidad de Chile all’Internacional per 3 milioni di Euro. Due gol in questa edizione della Copa America, è una media di 9 passaggi riusciti su 10. Calciatore con una splendida visione di gioco, forse il miglior regista di centrocampo della Copa. 26 anni, nel pieno della maturità, magari anche per un’esperienza che non ha ancora fatto.

DERLIS GONZALEZ (1994 – Basilea)

Attaccante esterno, eroe (tragico) della vittoria del Paraguay sul Brasile ai quarti di finale. Segna durante la partita il gol che consente alla propria nazionale di andare ai rigori, poi realizza anche il rigore decisivo, ma uno zio muore d’infarto perché non sopporta tanta gioia. Attaccante esterno (o “ala”, per dirlo con un tocco vintage), utilizzato nel Paraguay come centrocampista esterno di destra in un 4-4-2. Unisce dinamismo e corsa ad una buona tecnica. Da migliorare la media gol, ma è un ’94 che ha davanti a sé una carriera luminosa. 24 presenze nell’ultima stagione con il Basilea, ed un’esperienza pregressa nel Benfica, ma era troppo giovane. Ora, a 21 anni, sembra pronto.

CARLOS ASCUES (1992 – Melgar)

Difensore centrale di sinistra, classe 1992, sempre titolare nel sorprendente Perù che ha raggiunto le semifinali. Ha giocato tutti i minuti a disposizione di questa Copa America e ha svolto bene il proprio ruolo. Tra i migliori difensori ancora da scoprire in Sud America, interventi (più o meno puliti) e bravura nel gioco aereo (188 cm di altezza) sono le doti migliori. Gioca nel Melgar, nella massima serie peruviana, ma a 20 anni ha collezionato una ventina di presenze con la seconda squadra del Benfica. Non è un fenomeno e probabilmente non lo diventerà, ma è un buon difensore che può ancora crescere e in questo calcio sudamericano non è poca cosa.

MILLER BOLANOS (1990 – Emelec)

Autore forse del gol più bello della competizione, nella partita persa dall’Ecuador contro la Bolivia al termine di una rimonta rimasta incompleta. Numero 10 dell’Ecuador, a ragion veduta. La sua Copa America è durata appena 3 partite, delle quali ha vinto solo l’ultima. Ha realizzato due gol, giocando da trequartista centrale nel 4-2-3-1 ecuadoregno, alle spalle dell’unica punta Valencia. Lo ricorderemo per il gol e non solo. Nel pieno della maturità calcistica, con un’ottima media gol in dote. Da provare.

JESUS MANUEL CORONA (1993 – Twente)

Attaccante in grado di fare tutti i ruoli offensivi. Grande propensione al sacrificio e alla copertura difensiva, tanto che Mourinho lo scambierebbe per Eto’o. In questa Copa America ha partecipato alla spedizione fallimentare del Messico, disputando comunque buone partite. Non sarà, probabilmente, il suo trampolino di lancio ma ha dimostrato che è un giovane per cui vale la pena approfondire qualunque discorso preliminare.

CONDIVIDI