Tavano, Pinillia e Vidal sono i protagonisti degli errori più gravi della ventitreesima di campionato

Saga di palle gol sbagliate in questa ventitreesima giornata di campionato, su molti campi, da Udine dove Di Natale e Candreva (comunque autore del gol vittoria con un cucchiaio su rigore), hanno fallito rispettivamente il gol del pareggio e del raddoppio, a Torino dove Quagliarella e Darmian non sono riusciti a regalare al Torino la quinta vittoria consecutiva, a Roma con Ashley Cole protagonista in negativo. Ma a Cesena, Milano e Bergamo si registrano gli errori più gravi.

Iniziamo da San Siro: l’altra settimana uno dei protagonisti di questa rubrica, il croato del Cagliari Duje Čop che si è divorato un gol colossale contro la Roma, veniva paragonato in patria a Ciccio Tavano. Domenica, per non essere da meno, l’originale, l’attaccante dell’Empoli, ha impedito ai toscani di ottenere il bottino pieno contro il Milan sbagliando da facile posizione, a tu per tu con Diego Lopez, il gol del due a uno. Il portiere spagnolo nel tentativo di parare un pallone che sarebbe comunque finito sul fondo, ha commesso un fallo di mano fuori dall’area prendendosi una meritata espulsione. Mancavano però tre minuti al termine della gara e la situazione non è cambiata: era meglio segnare.

A Bergamo l’Inter travolge l’Atalanta, ma sullo zero a uno per gli ospiti, Pinillia si divora una gol incredibile. Ripartenza dei padroni di casa, Zappacosta dalla destra serve il cileno che tutto solo, a un metro dalla porta, si incarta sul pallone, spedendolo alle stelle. Classica situazione in cui si dice: “più difficile sbagliare che segnare”.

Infine alla sera a Cesena un errore clamoroso per parte. Nel primo quarto d’ora della gara il Cesena ha diverse palle gol, la più clamorosa delle quali capita sui piedi di Defrel che ruba palla ad un Bonucci distratto, ma solo davanti a Buffon si fa ipnotizzare dal portiere della nazionale che gli ribatte la conclusione. Ma Arturo Vidal vince la palma dell’errore della giornata. Come? Semplice sbagliando il suo secondo rigore stagionale. Il primo contro l’Oliympiakos è stato grave ma rimediato poi dai bianconeri che hanno comunque passato il turno di Champions. Questo rimarrà forse ininfluente per l’assegnazione del titolo, ma intanto non ha decretato i tre punti per la Juventus, e soprattutto ha tolto ulteriori certezze in quel Vidal ormai lontano parente dell’Arturo targato Antonio Conte.

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