Inter-Verona è una partita a rischio

Lasciate perdere per un attimo l’attualità che non è particolarmente brillante per l’Inter, a ben guardare non lo è neanche per la sua prossima avversaria, il Verona di Mandorlini, che non trova più in Toni il bomber risolutivo della scorsa stagione. La vera insidia per Walter Mazzarri, un giorno discusso e l’altro pure, è il trappolone storico che c’è nella gara di domenica sera a San Siro: i gialloblù, infatti, nella loro lunga avventura in serie A non sono mai riusciti a sconfiggere i nerazzurri a Milano, neanche nel fatidico anno 1984-85, quando la formazione guidata da Osvaldo Bagnoli non andò oltre lo 0-0. Anzi, a dirla tutta, la recente striscia di risultati è totalmente favorevole all’Inter, che negli ultimi 6 appuntamenti giocati dal 1991 al 2014 ha ottenuto altrettante vittorie.

In quali circostanze il Verona è andato vicino alla grande impresa? Sono solo due le opportunità che hanno visto l’Inter spaventarsi alquanto, entrambe risalenti agli anni Ottanta. Nella stagione 1982-83, c’è voluta una proiezione offensiva di Beppe Bergomi a 10 minuti dal termine per evitare che la rete di Guidetti si traducesse nella conquista di 2 punti per il Verona (questa era la posta in palio dell’epoca). Peraltro quella fu una sfida dagli altissimi contenuti emotivi, considerando che le due squadre erano in quel momento del campionato (prima giornata di ritorno) le principali inseguitrici della Roma capolista. Cinque anni dopo, al gol del danese Elkjaer (beniamino inarrivabile del popolo scaligero) risponde il belga Vincenzo Scifo,  croce e delizia a giorni alterni della gente interista.

Sono precedenti, nel loro complesso, che non possono che allarmare l’Inter di Walter Mazzarri: alla luce di questo passato, vincere è nient’altro che la normalità, mentre perdere significa lasciare una brutta impronta che verrà maledetta dai contemporanei e ricordata dai posteri.

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