Capitò nel 1998 nella gara tra Belgio e Corea del Sud. Si ripeterà anche stavolta la botta di sonno?

Tanti elogi e – soprattutto – 6 punti che valgono la qualificazione anticipata agli ottavi di finale. Il Belgio di Brasile 2014 sta mantenendo le aspettative lusinghiere guadagnate dalla giovane generazione di campioncini (limitiamoci per ora a definirli tali) lungo la qualificazione. E quel che più colpisce è che per ottenere l’intera posta finora gli è bastato accendersi per un quarto d’ora a gara. Se sia un limite o una virtù lo si capirà nei giorni a venire. Per intanto, la terza gara è un dejà vu: perché Belgio-Corea del Sud si giocò a France ’98 nella stessa posizione di calendario, al termine del girone. Il pareggio che ne uscì determinò l’eliminazione per entrambi, con gli orientali già rassegnati al fischio d’inizio e i Diavoli Rossi con volti stravolti e disperazioni assortite al novantesimo minuto.

In gol dopo 7 minuti con Nilis, bravo a colpire al volo risolvendo una mischia originata da un corner, il Belgio si fece raggiungere a 20 minuti dal termine da Yoo, con una zampata che deviò sottoporta una punizione. Tra i rimpianti, una traversa dello stesso Nilis che avrebbe potuto determinare il raddoppio. E anche la mancanza di reazione dopo l’1-1, segno che la squadra non ne aveva più.

In quel Belgio giocava Wilmots, attuale Commissario Tecnico che sta raccogliendo elogi e soddisfazioni. Non avendosi nulla da giocare nell’attuale gara con la Corea del Sud, se non la certificazione definitiva del primo posto (basta un punto), è bene porsi un obiettivo sfumato nel 1998: non generare il famoso abbiocco. Indimenticabile fu – infatti – il vistoso sonno del presidente della federazione africana, Issa Hayatou, prontamente riportato in diretta. Ma si sa, si giocava a Parigi, città che di notte presenta molte opportunità per non dormire…

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