Sparta Praga, vecchia conoscenza del calcio italiano

Se consideriamo tutte le coppe internazionali per club, non soltanto quelle che si giocano con l’organizzazione di UEFA o FIFA, ma anche le “defunte” Mitropa e Coppa delle Fiere fino alle competizioni minori, scopriamo che il club che ha giocato più partite con una squadra italiana è il Real Madrid, con 64. Segue il Barcellona con 52 incontri, ma il dato che all’apparenza sorprende è che domani sera lo Sparta Praga, giocando con il Napoli conquisterà il podio solitario con 48 match, staccando l’Ajax.

Ovviamente, i Rudí della capitale ceca hanno incrociato le armi con le squadre del Belpaese fin dagli albori, quando la Coppa Europa Centrale, altresì detta Mitropa, metteva di fronte l’élite del calcio del Continente (isole britanniche escluse). Il bilancio totale per lo Sparta Praga è negativo: in 47 incontri, ha vinto 14 volte e perso 20, pareggiando in 13 occasioni. Il Napoli sarà la decima italiana incontrata e con le altre nove lo Sparta Praga ha bilancio negativo nei confronti di Milan, Fiorentina, Lazio, Parma e Genoa, in parità con avversarie storiche come Inter e Bologna, positivo a sorpresa con la Juventus e col Palermo.

La prima sfida in assoluto è in semifinale di Coppa Europa 1930 con l’Inter. Lo Sparta ha già vinto la competizione nel 1927, le italiane vi partecipano dal 1929. I nerazzurri, che si chiamano Ambrosiana, hanno vinto il primo campionato a girone unico e sono capitanati da un ventenne Peppino Meazza. All’Arena i nerazzurri pareggiano rimontando due gol di svantaggio, ma a Praga perdono 6-1. Uno Sparta Praga che, tra i tanti nazionali cecoslovacchi, ha in squadra anche il famosissimo belga Raymond Braine, primo professionista del suo Paese, esordiente e vincitore del titolo nazionale con il Beerschot all’età di 16 anni.

Lo Sparta Praga poi incontra la Juventus nel 1931, passando il turno, il Bologna nel ’32 e ancora l’Inter nel ’33, stavolta uscendo. Vince la sua seconda Mitropa a otto anni dalla prima, nel 1935 e per conquistarla deve eliminare Fiorentina e Juve prima di sconfiggere in finale il Ferencvaros. Mattatore dell’edizione il solito Braine, che nel 1934 avrebbe potuto cambiare la storia del Mondiale vinto dagli azzurri, quando la Federazione Cecoslovacca gli offre 100.000 corone per prendere la cittadinanza e disputare i Campionati del Mondo: Braine rifiuta e i boemi, come sappiamo, perderanno in finale con gli azzurri. Lo Sparta elimina l’Inter nel ’38 ed è l’ultimo incontro “italiano” pre-bellico, dopo l’eliminazione subita dal Genoa nel ’37. Curiosamente, dopo la guerra, lo Sparta incontra per la prima volta un’italiana nella nuova Mitropa, diventata meno prestigiosa nel 1964: il Bologna è eliminato in semifinale, la squadra in quel periodo si chiama Spartak Praha Sokolovo e andrà a vincere il torneo battendo lo Slovan Bratislava.

Dopo alcuni incroci in Coppa delle Fiere, nel 1973 la semifinale di Coppa delle Coppe contro il Milan è la sfida più prestigiosa del dopoguerra. I granata resistono a San Siro, ma si fanno sorprendere da Chiarugi in ribattuta, ed è lo stesso attaccante rossonero a siglare il gol della vittoria a Praga. Importante anche il quarto di finale di Coppa Campioni 1985 contro la Juve, che vince 3-0 a Torino contenendo il passivo a un solo gol nel ritorno. Entrambe le italiane, dopo avere eliminato lo Sparta Praga, andranno a vincere la coppa. Dopo il quarto di finale di Coppa delle Coppe 1993 perso col Parma (anche gli emiliani vinceranno il trofeo: che sia di buon auspicio per il Napoli?), tra le sfide più recenti da rimarcare quelle della stagione 2003-2004, con la Sparta dell’ex Poborsky che elimina la Lazio nella fase ai gironi della Champions League, per poi uscire contro il Milan agli ottavi, con il 4-1 del Meazza dopo lo 0-0 di Praga.

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