1978: inserita in un girone di ferro, la Francia è costretta alla resa. Italia e Argentina sono troppo forti anche per Platini. Ma la storia più curiosa di quel Mondiale si ha nell’ultimo e inutile atto. 

Le sconfitte con l’Italia nella prima gara e con i padroni di casa dell’Argentina rendono l’ultima gara nel girone assolutamente inutile ai fini della classifica. Ma per la Francia, il test con l’Ungheria diventa una piccola occasione per esprimere due concetti fondamentali, cari del resto a un Paese repubblicano: la rivoluzione si può fare; il Re può decadere (almeno momentaneamente, non c’è nessuna ghigliottina stavolta).

I cambiamenti di formazione del Ct Michel Hidalgo hanno il pregio di far emergere una velocità di esecuzione e un gioco spumeggiante sulle fasce che si erano visti nel gol del primo minuto con l’Italia e poi non erano riusciti a riprodursi successivamente. La Francia al terzo incontro gioca bene e chiude primo tempo (e gara) sul 3-1. Gol di Lopez su azione fulminante avviata da uno scatenato Rocheteau, che i capelli e la mentalità del rivoluzionario li ha (insieme allo sprint, la potenza nelle propulsioni e una grande disponibilità al pressing da attaccante moderno). Raddoppio di Berdoll che piazza la palla sul palo più lontano con grande precisione. Chiusura di Rocheteau con un tocco beffardo, lemme lemme.

Platini, le Roi, entra nella ripresa, a giochi fatti: per riprendersi lo scettro si diverte con assist illuminanti, ma non lascia il segno, sebbene emerga con chiarezza tutta la qualità che lo rende già uno dei giocatori più chiacchierati e desiderati del calcio europeo.

Ma la vera eccezionalità della partita non risiede negli attori protagonisti o nella parte che recitano. Sono i costumi di scena a risultare memorabili, oltre che degni di una rappresentazione di stampo comico. Perché la Francia si presenta con divise identiche a quelle degli avversari. Perciò si deve ricorrere a una soluzione d’emergenza e si prendono a prestito le divise biancoverdi della squadra platense del Kimberley. Tra l’altro, la scoperta della faccenda e la nuova vestizione  comportava lo slittamento dell’inizio di mezzora. Facile, perciò, tifare per i galletti vestiti come una squadra argentina.

La Francia con la divisa bianco verde del Kimberley

Immaginatelo in ogni Mondiale, un evento di questo genere. Pensatelo oggi, nel 2014, un bell’Italia-Francia: noi azzurri e loro, les Bleus, vestiti di rossonero con la maglia del Flamengo. Pensando alla faccia di Blatter e della sua organizzazione, sarebbe questa la vera grande vittoria di Michel Platini

 

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