Romagnoli Milan: è uno dei grandi colpi dell’estate del calcio italiano. Difensore ventenne ormai ex Roma, passa in rossonero per oltre 25 milioni di euro. Operazione non solo frutto delle volontà di Sinisa Mihajlovic, anzi

Uno di quei colpi che fa rumore, richiamando ciò che accadde per Alessandro Nesta (già affermato e già scudettato) e le operazioni d’oro della prima epoca Berlusconi al Milan: per Alessio Romagnoli, che ha fortemente voluto il trasferimento dalla capitale all’ombra del Duomo, il difficile viene adesso. Attenzione però, perché non è stato soltanto il frutto del desiderio di Mihajlovic, che lo ha avuto, lavorato, esaltato e ammirato nella stagione scorsa quando Romagnoli era in prestito dalla Roma alla Sampdoria. Dietro c’è dell’altro e questo teoricamente risistema un attimo gli umori del mercato, anche impazzito considerate le cifre e il momento storico. Dietro la scelta forte del club rossonero di investire una cifra a dir poco impegnativa per il difensore originario di Anzio non c’è solo l’improvvisa necessità di dare un futuro a un reparto piuttosto scadente (e che in passato ha costruito le fortune del Milan in Italia e in Europa) e neppure l’idea che a comandare e veicolare gli investimenti possa essere un tecnico (visto anche il recente passato e i turbolenti e repentini rapporti aperti e conclusi con Allegri, Seedorf e Inzaghi).

Quella tra Roagnoli e il Milan è infatti una storia che viene da un po’ più lontano. Certo, i tempi sono maturati in modo inatteso e piuttosto improvviso, ma i taccuini del Diavolo segnano il nome del difensore mancino ai primi posti delle loro attenzioni fino dall’inizio del 2012. Di mezzo contano in maniera molto relativa, anche se hanno un loro perché, il lancio che ne fece Zeman da titolare in Coppa Italia a 16 anni e poi l’esordio in campionato da titolare proprio contro il Milan in un match all’Olimpico terminato 4-2 per la Lupa. Il punto di volta, l’inizio di tutto, è infatti altrove. Ovvero quando Alberigo Evani, ex gloria rossonera ai tempi di Sacchi, passa alla guida delle nazionali giovanili azzurre (Under 18 e poi Under 19) proprio su indicazione del tecnico dei grandi successi a cavallo tra gli ’80 e i ’90 che intanto aveva ottenuto carica e mandato di supervisione dalla FIGC. Già, perché Evani fin dalla prima convocazione resta impressionato da Romagnoli (ed Evani era appena uscito da un ottimo quadriennio da tecnico del vivaio del Milan, dagli Allievi alla Primavera). L’ex centrocampista tosano nato e cresciuto calcisticamente nel Milan non perde tempo: segnalazioni a Sacchi e congiuntamente all’amico e già responsabile delle giovanili del Milan, Filippo Galli. Con rinforzo anche a favore di Adriano Galliani che il nome non lo dimentica neppure quando Romagnoli resta comunque ai margini nella Roma della gestione Garcia. Siamo nel 2012 e tre anni dopo il binomio diventa realtà. Grazie a una congiunzione astrale che “accontenta tutti” per dirla alla Sabatini. Il Milan, la Roma, Mihajlovic e probabilmente anche Garcia che con quei soldi vuol rifare il reparto. Chi avrà ragione? Difficile dirlo adesso. Per ora, però, si può dire che l’ha vinta Evani, un nome che in pochi ricordano e che nessuno mai citerà.

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