Mettiamo subito le cose in chiaro: il derby di Milano è innanzitutto la festa del tifoso

Vivere il derby di Milano è un’esperienza che chiunque dovrebbe provare almeno una volta nella vita: il rito dell’avvicinarsi allo stadio per tempo, vedere le luci del Meazza accese, osservare lo stadio riempirsi piano piano e avvertire la frenesia degli ultimi che arrivano quando ormai manca poco al match. E infine, appena poco prima dell’entrata in campo delle squadre, ecco le coreografie: un modo per vincere o perdere un pezzo di derby prima ancora che cominci, uno spazio privilegiato riservato alla creatività e all’orgoglio per l’appartenenza alla famiglia rossonera o a quella nerazzurra.

Ma quali sono state le coreografie che negli anni recenti hanno segnato la storia?

Gli spettacoli più belli e memorabili si sono visti forse a inizio millennio, tra questi l’omaggio nerazzurro a uno dei più leggendari simboli della rivalità meneghina, l’avvocato Peppino Prisco che il 23 novembre 2002 colpisce dall’aldilà e apostrofa i tifosi rossoneri con l’inequivocabile gesto delle corna. La Sud è invece profetica nel 2001, quando il diavolo rossonero stritola il serpente nerazzurro prima del celebre 6-0.

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Nel Milan-Inter dell’ottobre del 2004, i tifosi rossoneri sfruttano abilmente le recenti vittorie di Champions (2003, battendo tra l’altro l’Inter in semifinale nel primo – storico – derby europeo) e Serie A (dell’ultimo campionato) mettendo letteralmente il dito nella piaga e ricordando indirettamente il digiuno di vittorie che ormai dura da circa tre lustri. Memorabile l’Urlo di Munch nerazzurro con lo striscione “Interista diventi pazzo”.

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Rivincita che però gli interisti si prendono un anno dopo, quando l’11 dicembre 2005 portano a casa vittoria nel derby (3-2) e dei tifosi, con una coreografia a tre anelli che ricorda la finale di Champions League di Istanbul, persa clamorosamente dai rossoneri dopo un vantaggio di 3 reti. Tra il primo e il secondo anello verde, un portiere che para i sogni di gloria del Milan e, abbarbicato a un palo, un serpente che assiste compiaciuto alla scena.

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Toni ironici con riferimenti colti e non da entrambe le parti: per la coreografia post Triplete del 2009-2010, quando si citò Freddy Krueger con “Uno, due, tre, la tripletta viene per te”, vero e proprio incubo di quell’anno per i rossoneri. Per i tifosi rossoneri nel 2006, con un’Inter sfiancata da oltre 16 anni di digiuno e considerata “la vera commedia dantesca”, con tanto di terzina “scritta” dal sommo poeta.

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Non solo prese in giro, ma anche orgoglio milanese: lo fa ad esempio il Milan nel ’97-‘98 che ricorda ai rivali “Milano siamo noi”, coinvolgendo tutti i tifosi della Curva Sud in una maestosa coreografia. Nel cuore della bolgia rossonera cartoncini rossi e neri con l’anno di nascita del Milan, il 1899. Più in basso, gli araldi delle famiglie che hanno segnato la storia della città: dagli Sforza ai Visconti fino ad arrivare, naturalmente, ai rossoneri. Lo fa anche l’Inter il 6 maggio 2012, quando una spettacolare Madonnina alta tre anelli “intercede” per una vittoria interista dopo una stagione avara di successi. La statua simbolo di Milano ha come sfondo la bandiera rossocrociata della città e recita, in rigoroso dialetto milanese “Ti te dominet Milan”.

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Storiche anche le scenografie del post “Milan-Inter 6-0” in cui un tennista rossonero minacciava un secondo set e del 2008/2009, quando un Inter al settimo cielo per il filotto di scudetti ricordava romanticamente che “il cuore della Nord batte dentro di te”, con tanto di stemma nerazzurro a coprire il secondo anello.

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Infine, l’ultimo derby della stagione 2014-2015, dove torna da entrambe le parti il filone della storia meneghina, con il cielo dietro al Castello Sforzesco colorato di nerazzurro e, dalla parte opposta, i principali monumenti della città dominati dal diavolo.

MILAN, ITALY - APRIL 19: The FC Internazionale Milano fans show their support before the Serie A match between FC Internazionale Milano and AC Milan at Stadio Giuseppe Meazza on April 19, 2015 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani - Inter/Getty Images)

Sono stati tanti i momenti creativi indimenticabili e altrettanti ce ne saranno ancora: chi vincerà il prossimo derby delle coreografie?

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