Se devi incontrarti al Mondiale, è meglio non sfidarsi prima. Così non ti sveli agli avversari. E’ una regola che non vale nel 1970: Perù-Bulgaria è un  interminabile confronto diretto

Immaginate oggi un bell’Italia-Inghilterra pre-Mondiale. Come minimo, Prandelli e Hodgson terrebbero le carte coperte per non dare punti di riferimento agli avversari che si affronteranno poi in Brasile. Una volta, invece, poteva anche succedere che quanto previsto dal tabellone della competizione inducesse due Nazionali a frequentarsi di continuo. E’ il caso di Bulgaria e Perù, squadre destinate a inaugurare il Gruppo 4 di Mexico 1970, dove a contendersi i due posti per l’approdo ai quarti di finale ci sono anche Germania Ovest (arriverà prima) e Marocco (sarà il fanalino di coda).

La Bulgaria, paese comunista dell’Europa dell’Est, vede nel Perù a guida socialista un luogo dove andare a saggiare le proprie virtù calcistiche. Perciò, nel mese di febbraio, nel giro di tre giorni le due avversarie si misurano, ben sapendo che il Mondiale sarà un’altra cosa. Il primo verdetto è favorevole agli europei, che prevalgono 1-3. La rivincita dei padroni di casa è corposa, anche perché si esercita con una massiccia prova di forza. Nel secondo incontro le due squadra vanno al riposo con i bulgari avanti di un gol. Ma nella ripresa c’è tutta Lima a spingere i propri beniamini, che escono dal campo in un tripudio di folla per il 5-3 ottenuto.

12 gol complessivi in 180 minuti amichevoli promettono fuoco e fiamme quando il 2 giugno a Leon scendono in campo due formazioni consce che di posti validi ce n’è solo uno, la Germania Ovest è impensabile che non si qualifichi. Ne esce fuori una partita vibrante, che la Bulgaria butta incredibilmente via. Grazie a 2 gol su punizione, al quarto della ripresa i giochi sembrano fatti. Ma le prove generali di rimonta fatte a febbraio valgono anche quattro mesi dopo. Nel giro di 5 minuti, tra il quinto e il decimo, Gallardo prima con un tiro da posizione defilata e Chumpitaz poi, con l’ennesima punizione che sfrutta il velo di due compagni, porta a una situazione di parità.

L’eroe del match è un campione, Teofilo Cubillas, stella di prima grandezza del Perù. E’ lui, con un’azione personale, a entrare in area e a trovare il primo palo. I sudamericani andranno avanti, trovando lo stop solo davanti al Brasile di Pelé che si vincerà la Coppa Rimet

CONDIVIDI