1958: in chiusura di girone, il Brasile affronta l’Urss. E dà vita a un inizio di gara che non ha eguali

La stella Pelè, ancora minorenne. Il futbol bailado, filosofia di vita prima ancora che concezione del gioco. E un Mondiale di meraviglie che rompe finalmente il tabù e determina la prima vittoria della storia di un Brasile troppo forte per la concorrenza. L’edizione svedese del 1958 andrebbe ricordata per questi e mille altri motivi tutti verde-oro. Perché non è solo l’esibizione scintillante di una Nazionale da leggenda. A funzionare è il work in progress, gara dopo gara, come testimonia perfettamente la partita di chiusura del girone di qualificazione, che rappresenta probabilmente l’inizio più esplosivo di una gara del Mondiale. Il Brasile ci arriva dopo il 3-0 sull’Austria (dove brilla Altafini, ancora noto con il nome di Mazzola) e uno 0-0 sull’Inghilterra. L’Urss fa la parte della vittima designata nonostante abbia Lev Yashin, unico portiere della storia destinato a conquistare il Pallone d’Oro. Bastano pochi secondi per capire gli esatti rapporti di forza: alla prima azione Garrincha se ne va via con irrisoria facilità e solo il palo dice no alla sua conclusione. Neanche due minuti e tocca a Vavà colpire la traversa. Terza azione e stavolta non c’è nulla da fare: è ancora Vavà a presentarsi in area di rigore per via centrale, l’1-0 appare come un prodotto logico e persino riduttivo. L’Urss si limita a cercare di contenere i danni, non acquista minimamente una porzione di coraggio per alzare il suo raggio d’azione, cerca solo un’operazione di resistenza che crolla nell’ultimo quarto d’ora di gara quando Pelè (al suo debutto) e Vavà si scambiano il pallone con tocchi ravvicinati, fino a quando il doppio triangolo viene chiuso in rete dal giocatore più anziano (per modo di dire: ha solo 24 anni, ma sono 7 in più di Edson Arantes do Nascimento).

Il 2-0 è risultato modesto rispetto a quel che si è visto in campo. Il portiere sovietico salva infatti almeno dieci volte la sua squadra da una capitolazione umiliante. La vittoria brasiliana basta e avanza per risultare convincente. Il ruolo di favorito non basta: tutti si chiedono chi mai possa arrestare la marcia di una simile superpotenza. Spietata, sebbene abbia il volto gentile e ammaliante, come aveva detto in sede di presentazione della gara Igor Netto, il capitano dell’Urss: “I brasiliani sono simpatici, vivi, pieni d’immaginazione. E fanno anche una difesa con i controfiocchi”. Nel girone, effettivamente, il Brasile non incassa neanche un gol. Poi ne subirà ben 4 tra semifinale e ultimo atto, ma è cosa del tutto ininfluente quando si riesce a segnare 5 reti a gara.

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