Gabriel Batistuta, bandiera indiscussa della Fiorentina, fu determinate per la conquista del terzo e ultimo scudetto della storia della Roma. Nel 2000 una prodezza dell’argentino decise il match

Dici Roma-Fiorentina e pensi a Gabriel Batistuta. Questa è la sua partita, il suo derby, la sfida del cuore. E la mente di tifosi viola e giallorossi non può non ritornare ad una memorabile partita di quindici anni fa. Per nove anni Batigol era stato il bomber, il capitano ed il simbolo della viola, ma quel giorno no. Quel giorno i suoi gol servivano per inseguire uno scudetto mai conquistato in riva all’Arno e ora possibile con i giallorossi del presidente Sensi che nell’estate del 2000 sborsò 70 miliardi di lire per assicurarsi le prestazioni di uno dei centravanti più forti del calcio moderno.

E’ il 26 novembre 2000. All’Olimpico c’è Roma-Fiorentina. Da un lato gli uomini di Capello futuri campioni d’Italia, dall’altro la nuova Fiorentina targata Terim. Nella Roma però c’è il Re Leone, Gabriel Batistuta. Che ha già segnato 8 reti nelle prime 8 partite di quel campionato. Una partita bruttina, fisica e tattica con i giallorossi che non riescono a scardinare la difesa viola. Gabriel Batistuta non sembra lui. E’ un leone in gabbia. L’argentino si rende pericoloso soltanto sui calci di punizione, la Roma non decolla. Poche idee, un Totti non ispirato e una manovra lenta. La Fiorentina ci crede, guidata da un Rui Costa superlativo e da quella stagione capitano dopo l’addio del bomber di Reconquista.

La gara sembra indirizzata verso il pareggio a reti bianche. Fino all’83’ : un rimbalzo, un pallone vagante a mezza altezza fuori l’area di rigore, Gabriel Batistuta calcia al volo senza pensarci su due volte e, come spesso accadeva in quegli anni, non perdona. Destro dei suoi da fuori area e Toldo battuto. L’Olimpico è una polveriera. Aveva segnato valanghe di gol a Roma quando indossava la maglia gigliata. Adesso ne realizza uno di importanza colossale con i colori giallorossi. Dopo il gol un misto di gioia e dolore. Non esulta, ma è consapevole dell’importante di quella rete.

Gabriel Batistuta sapeva cosa provavano i tifosi fiorentini in quel momento e lo dirà lui stesso ai microfoni al termine della gara. Ma sapeva anche che quella prodezza sarebbe stata determinante per cucirsi sul petto il tricolore, che arriverà il 17 giugno 2001. E’ evidente che Gabriel Batistuta è la Fiorentina e la sua carriera sarà sempre legata indissolubilmente ai colori viola (207 reti in totale), ma è altrettanto vero che la sua presenza fu determinante per regalare il terzo e ultimo scudetto della storia della Roma. Per chi tiferà venerdì il Re Leone non ci sono dubbi, come lui stesso disse prima della sfida di Europa League della passata stagione tra viola e giallorossi: “Scrivete pure che farò sempre il tifo per la Fiorentina. E per chi altro lo dovrei fare?”.

Gabriel Batistuta – Roma-Fiorentina 1-0, 26/11/2000 [VIDEO]

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