Prima di Icardi e Toni: i capocannonieri della Serie A che hanno pareggiato i numeri di gol a fine stagione

A Icardi è riuscito l’aggancio in extremis. Grazie alla doppietta rifilata all’Empoli, in una classica sfida da fine stagione ricca di gol, il trono dei goleador ha una coabitazione tra il ventiduenne argentino e l’Highlander Luca Toni, finendo così per premiare entrambi. E’ una soluzione che si è verificata in altre 8 circostanze nel nostro campionato, generando così spartizioni che rendono i soggetti protagonisti ugualmente felici (ma lo saranno realmente nel dover spartire la gloria?). Ecco quali sono stati i precedenti e cosa è successo negli sprint degli ultimi 90 minuti, che in quest’ultimo caso è durato 24 ore perché il Verona ha giocato al sabato e l’Inter ha risposto di domenica.

1932: con un gol al terzo minuto a Torino contro la Juve, il fiorentino Petrone aggancia il bolognese Schiavio che sette giorni con una doppietta lo aveva scavalcato. Non c’è che dire: è una volata senza esclusioni di colpi.

1939: mentre il bolognese Boffi festeggia lo scudetto appena conquistato, il milanista Puricelli realizza un gol a Modena che vale il raggiungimento del rivale

1962: Milani della Fiorentina si sente tranquillo dall’alto delle sue 2 reti di vantaggio. Ma Josè Altafini non ci sta e con la sua consueta velocità colma la distanza. A Ferrara, contro la Spal, il suo Milan già certo della conquista dello scudetto vince 0-3 e il brasiliano confeziona una doppietta

1963: stavolta lo sprint non c’è. Manfredini (Roma) e Nielsen (Bologna) si presentano appaiati sul traguardo finale e nessuno prova l’allungo decisivo

1965: è il decennio del grande equilibrio, evidentemente. Stavolta è Inter contro Fiorentina, ovvero Mazzola e Orlando. Ed è adrenalina pura. Hanno 16 gol a testa e la domenica sembra trascorrere sul filo dell’assoluta tranquillità. Ma in piena zona Cesarini ognuno dei due fa un passo e annulla quello dell’avversario diretto. Il viola segna a Marassi il classico punto della bandiera, visto come la sua squadra perda 4-1 contro il Genoa. Il nerazzurro trasforma un calcio di rigore al novantesimo, che vale il pareggio con il Torino e regala a San Siro la festa per l’ennesimo scudetto conquistato dalla Grande Inter di Helenio Herrera.

1973: è il finale più emozionante. Volata di gruppo per l’assegnazione dello scudetto tra Juventus, Milan e Lazio (sarà questo l’ordine finale) ed anche per il titolo di capocannoniere. In lizza Pulici e Rivera a quota 17, staccato di due lunghezze c’è Savoldi. Ma mentre il bomber bolognese rifila una doppietta al Cagliari, probabilmente ispirato dalla presenza leggendaria di Gigi Riva, il granata non muove un passo e il milanista naufraga nella fatal Verona perdendo un campionato che sembrava già suo.

1996: l’ultimo turno è avvincente. Il laziale Beppe Signori precede di una rete il barese Igor Protti. Dopo 9 minuti, il distacco è raddoppiato grazie a un gol rifilato al Torino al Delle Alpi. Ma Protti non demorde e realizza entrambe le reti in un Bari-Juventus che termina 2-2, con i bianconeri chiaramente con la testa alla prossima finale di Champions League (coincidenza: anche Toni ha approfittato della stessa situazione). La rete dell’aggancio arriva a soli 5 minuti dal termine. Curiosamente, l’anno dopo Signori e Protti giocheranno insieme nella Lazio ed entrambi finiranno per segnare molto di meno di quando erano divisi.

2002: l’ultima volta. Sprint pazzesco nella giornata del 5 maggio. Trezeguet si presenta con 23 gol, Hubner a 22, Vieri a 21. Si gioca anche per lo scudetto, che vedrà la Juve sorpassare un’Inter suicida. Il francese segna subito a Udine, mentre all’Olimpico risponde Vieri. Nella ripresa, il bisonte piacentino rifila due reti al Verona, l’ultima delle quali a 6 minuti dal termine. Classifica finale. Trezeguet e Hubner a 24, Vieri a 22.

CONDIVIDI