Storie di calciomercato: Alvaro Recoba nel 1999 passa in prestito dall’Inter al Venezia neopromosso. Sarà la punta di diamante di una storica salvezza dei lagunari

Gennaio 1999. Tira brutta aria in Laguna. Il Venezia, neopromosso in Serie A dopo oltre trent’anni di attesa, a metà stagione pare già destinato alla retrocessione. Il club allenato da Walter Novellino è ultimo, a sette punti dalla zona salvezza. Il bomber della squadra, Stefan Schwoch, fatica a prendere le misure della Serie A, dopo una strepitosa stagione in cadetteria l’annata precedente. Nessuno scommetterebbe un euro (o meglio, una lira) sulla salvezza degli arancioneroverdi, impelagati nei bassifondi della classifica. L’impatto con la massima serie per i lagunari era stato a dir poco complicato: prima giornata, sconfitta col Bari. Seconda giornata, pareggio col Parma fino ad una lunga sequela di sconfitte con Roma, Fiorentina, Milan, Perugia e Bologna. Le uniche due vittorie del girone di andata contro Lazio e Cagliari. La classifica è già drammatica, la situazione non è affatto rosea e per risalire la china c’è bisogno di una scossa. Zamparini decide di esonerare Novellino, ma i calciatori non ci stanno e fanno capire al vulcanico presidente che occorre fare un passo indietro. Novellino resta al suo posto. Basterà? Nel frattempo il bomber Schwoch fa le valigie, destinazione Napoli. Al suo posto, eccola la vera scossa. Alvaro Recoba.

Il calciomercato invernale da sempre nasconde insidie e pericoli, con il rischio per i club di incappare in qualche fregatura. Solo pochi giocatori hanno avuto il grande merito di spostare gli equilibri, ma uno in particolare ha fatto sognare per sei mesi una città intera con le sue magie. El Chino (all’epoca ventitreenne) , chiuso all’Inter dai vari Baggio, Ronaldo, Djorkaeff, Zamorano si trasferisce in prestito in Laguna per giocare con continuità. L’esito dell’operazione è devastante. Insieme a Maniero, altro giocatore in cerca di riscatto, Recoba prende per mano la squadra conducendola in pochi mesi dall’ultimo all’undicesimo posto.

La prima scintilla contro l’Empoli il 20 gennaio. La prima svolta per quel Venezia, che sotto di due reti nel primo tempo, ribalta negli ultimi minuti grazie ad una rete di Valtolina e alla doppietta di Maniero imbeccato dal sinistro maligno del Chino. Poi è la volta della Roma di Zeman che soccombe 3-1 al Penzo il 7 febbraio. Arriva anche il primo gol stagionale di Alvaro Recoba, dopo i tre realizzati nel campionato precedente con l’Inter. Perugia, Udinese, tutte cadono sotto i colpi di Alvaro Recoba da Montevideo. In quei mesi l’uruguagio è praticamente indomabile: serpentine ubriacanti, calci da fermo da favola e reti pesanti. Il Pierluigi Penzo ribolle di entusiasmo e si tramuta in un catino inespugnabile. 14 marzo 1999, la partita simbolo di quel Venezia. I padroni di casa ospitano la Fiorentina di Batistuta e Trapattoni, Rui Costa e Toldo. I viola sono in lotta per il titolo, e per loro, dopo alcuni risultati negativi, questa è la partita decisiva. O la va o la spacca. Torna in campo Batistuta dopo un lungo infortunio. Ma la scena è tutta per Alvaro Recoba. Quattro a uno, tripletta dell’uruguagio. Due reti su punizione e una su azione, dribblando Toldo e depositando in rete, di destro. Verranno altri gol firmati Recoba (saranno 11 in totale), a cominciare da quello decisivo segnato al Cagliari alla ventinovesima. Verrà la soddisfazione personale alla penultima giornata di suggellare la salvezza matematica con un 3-1 proprio all’Inter. Il Venezia finirà la serie A del 98-99 con 42 punti a ridosso della zona Uefa. E’ una salvezza che vale quanto una Scudetto. La stagione successiva retrocederà in Serie B, senza Alvaro Recoba, tornato all’Inter con la speranza di ritagliarsi lo spazio che merita. In nerazzurro continuerà per i successivi 8 anni a regalare sprazzi di luce alternati a lunghe pause. Ma questa è tutta un’altra storia.

Le Magie del Chino – Alvaro Recoba al Venezia – 1999 [VIDEO]

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