Mondiale 2006. Il cammino dei verde-oro comincia contro la Croazia. Vittoria per 1-0 ma brutte sensazioni

 Per un Paese che proprio organizzando il Mondiale in casa si è confezionato il più grande suicidio calcistico di tutti i tempi con il Maracanazo del 1950, ogni segno del destino, anche il più piccolo, va vagliato con attenzione. Perciò è prevedibile il curioso fenomeno che vedrà un bel brivido lungo la schiena di milioni di persone la sera dell’inaugurazione dell’odierno Mondiale.

Il 12 giugno, a San Paolo, si affronteranno Brasile-Croazia e il pronostico appare scontato, per quanto Mandzukic sia compagno d’allenamento di Dante e magari qualche scherzo sia anche in grado di combinarlo. Ma più degli avversari, i padroni di casa devono guardarsi dai fantasmi. E correndo all’indietro nella memoria, il Mondiale 2006 è troppo visibile per far finta di nulla. Anche due edizioni fa, infatti, Brasile-Croazia fu la gara inaugurale (del girone, non della coppa del mondo in quel caso). La nazionale di Parreira vinse 1-0, con un sinistro a giro da parte di Kakà che andò a infilarsi sotto la traversa, superando Pletikosa, bravo fino a quel momento sulle bordate da lontano di Roberto Carlos e attento in tutta la gara sui lampi di genio di Ronaldinho (tra i quali un colpo di testa che sembrava un 2-0 sicuro).

La sensazione della serata, però, fu tutt’altro che esaltante. لعب قمار على النت E’ normale, in un torneo che richiede tante prove in tempi ravvicinati, non offrire il meglio subito e prendersi i 3 punti senza badare troppo allo spettacolo. موقع المراهنات على المباريات Ma i tanti tiri concessi alla Croazia, tutti malamente direzionati verso un imperturbabile Dida, rappresentarono un piccolo campanello d’allarme che si sarebbe trasformato in sirena ai quarti di finale, quando la Francia eliminò i campioni del mondo in carica.

Ora, pensare che Kakà non sia stato convocato perché la scaramanzia ha un peso sarebbe troppo. E francamente il Brasile visto nelle partite di preparazione sembra caricato a mille, in grado di andare oltre un risicato 1-0 da corso e ricorso portasfiga. بوكر حقيقي على النت Otto anni dopo, di quell’undici tremebondo all’inizio dell’avventura non c’è neanche un superstite, il rinnovamento di Scolari è radicale e i giovani in grado di regalare sprint ci sono, a cominciare dalla stella Neymar. Quanto alla Croazia, Pletikosa collega il 2006 con il 2014, con la speranza che le cose vadano meglio perché l’eliminazione ad opera dell’Australia e un cammino fatto di una sconfitta e 2 pareggi non fu certo il momento migliore di una nazionale che ha sempre grandi potenzialità e – oggi come allora – i favori del pronostico per classificarsi come seconda del girone.

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