Prima da ex per Simone Pepe contro la sua Juventus. L’ala romana arriva per la prima volta da nemico allo Stadium con la maglia del Chievo, lì dove ha lasciato il segno anche così

Storie che vanno oltre la Storia: è facile da intuire che Simone Pepe abbia avuto un’importanza nello spogliatoio della Juventus che va ben oltre i tanti e lunghi mesi d’infortunio, passati tra infermeria e tribuna e quella dozzina di reti realizzate nei 5 anni di militanza bianconera. Pepe nella storia recente della Juventus è stato qualcosina in più: dall’arrivo nella stagione fallimentare con Delneri in panchina all’addio in sordina, per accasarsi al Chievo. Lui, Pepe, è rimasto in cima alla classifica, è partito come era abituato a fare: la Juve no. Ironia della sorte, il testa-coda che un po’ tutti aspettavano ha riservato una sorpresa nell’identità della testa e in quella della coda. Juventus – Chievo sarà la partita della leggerezza per i gialloblù, pronti a scrivere l’ennesimo capolavoro favolistico dell’ormai decennale libro delle meraviglie, e quella della rinascita auspicata più che sognata, della Juventus di Allegri, ancora a zero punti. E poi sarà la partita di Simone Pepe. Quello che con fare silente e tanti, decisamente troppi infortuni è stato, a suo modo, una bandiera della Juventus nel passato prossimo. Abbiamo deciso di ripercorrere con dei flash le 5 partite più belle di Simone Pepe con la maglia bianconera.

JUVENTUS – SAMPDORIA 3-3 (12 SETTEMBRE 2010)

La prima uscita casalinga della Juve di Delneri. Pepe-Quagliarella sono le novità della squadra reduce dall’esordio con sconfitta a Bari. Segnano entrambi ma i bianconeri non vanno oltre il pari. Preludio di una stagione disastrosa.

JUVENTUS – PALERMO 3-0 (20 NOVEMBRE 2011)

I primi ruggiti di una Juve che si apprestava a tornare grande. La squadra di Conte schianta 3-0 il Palermo in casa propria mandando un segnale anche al Milan. Pepe apre le danze di testa al ventesimo, poi mostra a sprazzi tutta la propria velocità.

LAZIO – JUVENTUS 0-1 (26 NOVEMBRE 2011)

Semplicemente il sabato seguente al 3-0 contro il Palermo. Stadio Olimpico di Roma, una partita dura per la Juve di Conte: segna Pepe su assist di Matri dall’esterno, con i ruoli capovolti tra due dei protagonisti di quel 4-3-3 destinato con il tempo ad estinguersi. Poi sotto lo spicchio dei tifosi bianconeri esultanza da golfista, quella stessa esultanza che appena un anno e mezzo prima aveva fatto in Udinese-Juventus giocato con la maglietta bianco e nera dei friulani. Un primo prematuro ciclo che si chiude.

NAPOLI – JUVENTUS 3-3 (29 NOVEMBRE 2011)

Infrasettimanale dovuto ad un rinvio di qualche tempo prima. La Juve è imbattuta e corre verso la vetta, ma a Napoli rischia di perdere. La partita nella quale i ragazzi di Conte vanno in difficoltà come non c’erano mai andati in stagione, e come non ci andranno più. 3-1 per il Napoli, la Juve rimonta e trova il pari con Pepe. Azione insistita, la volontà di segnare, la grinta e quel pizzico di sana follia dell’esterno spesso a testa bassa. Gli ingredienti di quel gol furono questi: Pepe specchio di una Juve dura a morire.

JUVENTUS – LAZIO 2-1 (11 APRILE 2012)
La Juve lanciata verso lo scudetto deve vincere contro la Lazio, ultimo vero ostacolo verso quel tricolore che manca da tanti anni. Pepe inventa un gol, su rovesciata, che manda in delirio lo Stadium. Al resto ci pensa Del Piero, ma quel gol alla mezz’ora siglato dall’esterno volenteroso e grintoso è di quelli da incorniciare. “Immagini che lasciano il segno”, cantava qualcuno.
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