Abbiamo stilato la classifica dei 5 calciatori francesi più forti a partire dagli anni 2000. Chi sono? Quando hanno raggiunto l’apice delle proprie carriere?

Foie gras, ostriche, escargot e non solo. La grande bellezza in Francia non si limita a queste squisite prelibatezze ma risiede anche e soprattutto nei piedi di talenti straordinari che hanno scritto la storia del calcio moderno. Abbiamo provato a stilare la classifica dei cinque giocatori francesi più forti del terzo millennio, coloro che a suon di goal e giocate ci hanno fatto emozionare ed innamorare perdutamente di questo sport. D’altronde a chi non piace il calcio champagne?

1. Zinedine Zidane
Mentre gli altri correvano con il pallone tra i piedi, lui danzava con una destrezza ed un’eleganza degne della migliore Sylvie Guillem. Zinedine Zidane, per tutti Zizou, è divenuto negli anni sinonimo di quel gesto tecnico così bello a vedersi quanto ormai in disuso: la roulette. Nasce come terzino sinistro (avete capito bene) nelle giovanili del Cannes ed avanza la sua posizione sino a diventare il trequartista per eccellenza. Un talento cristallino accompagnato da un carattere alquanto fumantino. L’avvocato Gianni Agnelli disse di lui: “Più divertente che utile”. Frase di circostanza o meno, per molti rimarrà invece concretamente divertente. Il suo primo ed unico Pallone d’Oro lo conquista nel 1998 grazie alla vittoria della sua Francia ai Mondiali e ad una doppietta che lo consacrerà come uno dei maggiori fenomeni dell’epoca. L’apice della carriera lo raggiunge però nella finale di Champions League del 2002 contro il Bayer Leverkusen. Un sinistro al volo sotto l’incrocio dei pali porterà il Real Madrid alla conquista della nona Coppa dei Campioni e lui nell’Olimpo del calcio mondiale. I numeri e il palmares si commentano da soli. Chapeau.

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2. Thierry Henry
Un enorme rimpianto per Luciano Moggi ed un madornale errore di valutazione per Carlo Ancelotti. Pochi potevano prevedere che quel calciatore francese di madre martinicana e padre guadalupense, impiegato alla Juventus come laterale di centrocampo, sarebbe divenuto uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio francese. Una tecnica nel controllo di palla e di tiro sensazionali, unite a velocità, intelligenza e freddezza sotto porta. Implacabile nell’uno contro uno, le sue cavalcate palla al piede in progressione con quell’andatura e quel passo unico nel suo stile, si concludevano spesso con il suo marchio di fabbrica: piattone a giro sul secondo palo. Idolo incontrastato del tifo Gunners, dovrà molto ad Arsene Wenger, che lo valorizzò come centravanti puro. Anche lui vincitore di un Mondiale e di un Europeo seppur non da principale protagonista, il culmine della carriera lo raggiunge nella stagione 2003/2004 nell’Arsenal degli “Invincibles” (nessuna sconfitta in campionato subita). In quell’anno il francese vinse il titolo in Premier League, fu capocannoniere e premiato come miglior giocatore secondo la stampa ed i giocatori. Thierry Henry metterà a segno 39 gol in 51 partite di cui una tripletta storica ai danni del Liverpool e un poker nella settimana successiva contro il Leeds. Anche in questo caso il curriculum non ha bisogno di ulteriori precisazioni. Is that enough?

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3. David Trezeguet
“Quando gioca segna sempre Trezeguet”. Così recitava il più famoso coro dedicatogli dai tifosi bianconeri ogni qualvolta la insaccasse in rete. Nato calcisticamente in Argentina, dove all’età di 16 anni esordisce in prima squadra al Platense, la carriera di David Trezeguet si svilupperà, nel bene e nel male, tra Francia e Italia, sia in ambito di club che di nazionale. Un finalizzatore unico, letale sotto porta ed in grado di segnare indistintamente di testa, di piede e spesso anche in acrobazia. Una punta prolifica come poche, non a caso è ancora oggi il centravanti straniero della storia della Juventus ad aver realizzato più gol. Si fa conoscere in tutta Europa e soprattutto agli italiani grazie al suo golden goal al 102° minuto nel corso della finale degli Europei contro gli azzurri. Un ricordo amaro che verrà addolcito dall’errore dal dischetto nella sconfitta mondiale della sua Francia ai Mondiali nel 2006. La vetta più alta in carriera la scala nella stagione 2004-2005 quando un suo colpo di testa su assist in rovesciata di Alessandro Del Piero, regala una vittoria memorabile nel cuore dei tifosi juventini e di fatto uno scudetto che poi verrà revocato per le note vicende di Calciopoli. Un’unica raccomandazione: non fategli battere i calci di rigore. Un palmares ricco e numeri da capogiro.

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4. Patrick Vieira
Una storia che ricorda in parte a quelle di Zinedine Zidane e Thierry Henry. Come il franco-algerino esordisce in prima squadra nel Cannes e giocherà in seguito nella Juventus, come “Titì” approderà in Italia (stagione 1995-1996 nel Milan) senza fortuna ma prendendosi le sue rivincite nell’Arsenal di Arsene Wenger. Una stazza notevole ed un fisico imponente abbinati ad una qualità ed una resistenza fuori dal comune: questo è Patrick Vieira. Sotto la guida del tecnico alsaziano diventa un giocatore completo, acquisisce più consapevolezza dei propri mezzi, placando quell’animo ribelle ed aggressivo che lo aveva contraddistinto sin dagli esordi. La stagione 2001-2002, anno in cui vincerà Premier League, Fa Cup e Community Shield, lo consacrerà come uno dei migliori centrocampisti al mondo. Pochi mesi dopo diverrà capitano a seguito del ritiro di Tony Adams e si affermerà nell’elite del grande calcio nella storica annata 2003-2004, in cui delle prestazioni incredibili lo videro vicino al passaggio al Real Madrid. Un calciatore fenomenale, limitato però dai tanti infortuni e dalla poca incisività in campo nei momenti clou. Positive in parte anche le esperienze in Italia con la Juventus e nell’Inter, dove si rese protagonista una sola volta, nell’esordio contro la Roma in Supercoppa italiana. Anche lui vanta in bacheca un Mondiale con la maglia dei Blues da giovanissimo ed il successivo europeo due anni più tardi.

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5. Franck Ribery
L’unico calciatore menzionato in questa lista ancora in attività è Frank Ribery, ribattezzato da Zizou come “il gioiello del calcio francese”. Grande abilità nel dribbling, ottima velocità palla al piede, Frank oltre ad essere un uomo assist è anche un discreto goleador. L’ala ideale che assieme ad Arjen Robben è stato artefice delle fortune del Bayern Monaco negli ultimi anni e che ha fatto impazzire i terzini di tutto il mondo. Il punto più alto della carriera, seppur non ancora terminata ma che difficilmente lo vedrà raggiungere le vette degli anni passati, lo tocca al termine della stagione 2012-2013. Un anno che lo ha visto conquistare da assoluto protagonista il treble: Bundesliga, Champions League e Coppa di Germania. Viene inoltre nominato UEFA Best Player superando la concorrenza di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Probabilmente non al livello dei giocatori sopra citati sia a livello di successi che di appeal, verrà presumibilmente sorpassato a breve in questa fantasiosa lista. Da chi? Forse da un ragazzone con la cresta bionda, ma per lui l’apice della carriera è un orizzonte ancora molto lontano.

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