Xavi frasi famose: il giocatore catalano che sabato giocherà la sua ultima partita con il Barcellona al culmine di una carriera strepitosa

Xavier Hernández Creus, meglio conosciuto come Xavi giocherà sabato all’Olympiastadiom di Berlino contro la Juventus la finale di Champions League. Sarà la sua ultima partita con il Barcellona. Numeri impressionanti i suoi, purtroppo non impreziositi da almeno un Pallone d’Oro che il giocatore catalano avrebbe ampiamente meritato in questi anni di vittorie con il Barcellona e con la nazionale spagnola, ma soprattutto perché senza di lui probabilmente Guardiola non avrebbe mai potuto inventare quel famoso tiki-taka che ha rivoluzionato la storia del calcio.

La sua classe, i suoi passaggi sempre precisi, le sue invenzioni per gli attaccanti, la sua intelligenza tattica sono stati elementi fondamentali alla base delle tante vittorie catalane e iberiche di questo ultimo decennio, ma anche del rivoluzionario modo di giocare voluto da Guardiola. Cresciuto nelle giovanili del Barcellona con cui ha fatto tutta la trafila fino all’esordio con la prima squadra nell’estate del 1998, Xavi è uno dei prodotti migliori di quella cantera che rappresenta un fiore all’occhiello per la gloriosa società catalana e che è stato spesso presa a modello (senza neanche avvicinarsi lontanamente) da molte squadre europee per potere incominciare a fabbricare in casa i propri campioni. Ma al di là dei numeri e delle sue tante vittorie cerchiamo di avvicinarsi a Xavi, attraverso alcune sue dichiarazioni che meglio ci permettono di capire la mentalità di un giocatore che rispetto a molti suoi compagni di squadra al Barcellona e in Nazionale è sempre stato piuttosto lontano dai riflettori.

Di fronte alla domanda di un giornalista su quale sia stato il complimento migliore che abbia mai ricevuto Xavi risponde:“Rooney nella finale di Wembley mi disse, dieci minuti prima che finisse la gara sul 3 a 1, che eravamo i Campioni d’Europa”. Insomma la squadra prima di tutto e prima di tutto il bel gioco, sempre corale e finalizzato alla vittoria, non alle giocate personali.

Ecco che per questo amore per il calcio e non per la vecchia rivalità che separa blaugrana e blancos, Xavi critica aspramente il Real Madrid di José Mourinho: “Non è possibile che un grande club giochi come il Real Madrid di Josè Mourinho. Non voglio che la gente pensi che attacco sempre Mourinho, perché non è mia intenzione, però è evidente che non mi piace il calcio che mostra in campo”.

Non è un attacco al Real e tantomeno a Mourinho, ma solo al suo calcio, come d’altronte aveva già detto poco prima, in occasione della vittoria della Champions dell’Inter del tecnico portoghese: “L’Inter può vincere la Champions un anno perché ha buoni giocatori o perché è stata fortunata. Ma l’Inter non rimarrà certo nella storia”.

Però la rivalità con il Real Madrid, per uno cresciuto ed esploso nel Barcellona, non poteva non essere presente in alcune sue dichiarazioni, come quando ricorda, a proposito delle sue grandi soddisfazioni in carriera: “Le goleade contro il Madrid per 6 a 2 al Bernabeu e il 5 a 0 al Camp Nou. Non avremmo mai voluto che quelle partite finissero. Negli spogliatoi abbiamo ballato e festeggiato”.

Una carriera impressionante, un’icona vivente del calcio mondiale che sabato affronterà il suo alter ego italiano Andrea Pirlo: “Mi ha dato un piacere particolare per me scambiare la maglia con Pirlo. Ho circa 200-300 magliette di giocatori avversari e sto preparando un museo in casa mia, come Messi”.

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