No, non è Risiko. E’ la realtà di 20 anni fa: il Parma di Scala sconfigge il Toro al Delle Alpi ed accede alla Coppa Uefa. L’anno dopo, gli emiliani la vincono superando la Juve

Sarà il match più caldo della penultima giornata di serie A. Torino-Parma ha una posta in palio piuttosto alta: la partecipazione all’Europa League 2014-15 (salvo terzi incomodi…). Gli uomini di Donadoni non devono far altro – e non è poco – che ispirarsi alla prima volta che il Parma sconfisse il Toro in casa. Risale a 20 anni fa, esattamente il 6 febbraio del 1994, dopo che nei precedenti viaggi dall’Emilia al Piemonte i ducali non erano andati oltre due 0-0 e una secca sconfitta per 3-0. In quell’occasione, invece, il gioco di Nevio Scala apparve più frizzante di quello di Emiliano Mondonico, due allenatori che hanno lasciato una profonda traccia nell’anima dei due club e che quando si allarga lo sguardo a orizzonti europei non è possibile non richiamare.

Si giocò davanti a 24.000 spettatori, che rendevano il Delle Alpi una ghiacciaia desolante, mentre oggi la stessa quantità di folla permetterebbe all’Olimpico il record di presenze dell’era Cairo. E la differenza la fece il coraggioso pressing degli ospiti, che portò il centrale Apolloni a rubare palla sulla trequarti e a partire dritto e filato in progressione per andare a superare Galli (Paletta se la sente di imitarlo?). Poi il raddoppio in classica ripartenza, con Zola per un tocco comodo a porta vuota. E rete della bandiera del talento uruguagio Enzo Francescoli, idolo di Zidane che ha chiamato il figlio come lui.

Quel Parma fece di più che una semplice vittoria. L’anno dopo se la vinse contro la Juve in finale, quella Coppa Uefa, inaugurando così un ciclo di soddisfazioni internazionali che l’hanno reso grande come mai era stato prima e come mai lo sarebbe diventato in futuro. Essere all’altezza di un compito così impegnativo forse è un po’ troppo per domenica pomeriggio, ma scendere in campo con i santini di Sensini o Asprilla nei calzettoni potrebbe essere utile.

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