Ronaldo contro Baggio. Il Fenomeno contro il Divin Codino. Il Pallone d’Oro 1997 contro quello di 4 anni prima. La prima volta, al Dall’Ara, è lo spettacolo di due grandi primattori. Ma al ritorno, l’eroe della giornata è un altro: Michele Paramatti. San Siro finisce ai suoi piedi…

Le foto di rito si sprecano, all’inizio di Bologna-Inter. E’ la seconda giornata del campionato 1997-98 e la curiosità tocca picchi assoluti per i due campionissimi che si misurano al dall’ara. Da una parte c’è Roberto Baggio, neoacquisto rossoblu, destinato ad entusiasmare l’esigente pubblico emiliano come mai più si sarebbe visto dopo. Dall’altra c’è Ronaldo, debuttante la settimana prima senza acuti, ma pur sempre il Fenomeno che via Barcellona promette schegge di velocità come mai prima d’ora un brasiliano ha inventato.

Morale della favola: il talento italiano vince 2-1 sulla stella brasiliana per numero di gol personali ma a contare realmente è il risultato che recita Bologna-Inter 2-4 e dice che i nerazzurri sono pronti per un campionato di vertice.

La prima volta è show, ma la seconda è più incredibile ed è la rivincita dei peones. Non che il Bologna non sia in grado di fare grandi imprese a San Siro, c’è riuscito pure l’anno prima, ma quel che si verifica l’8 febbraio del 1998 promuove chi proprio non ti aspetti, a maggior ragione tenendo conto che l’Inter è in piena lotta scudetto mentre il Bologna è nella parte destra della classifica. E’ Michele Paramatti, all’undicesimo della ripresa, a sfruttare un assist proprio di Baggio per decidere l’incontro. E mentre Ronaldo non va oltre tentativi fiacchi da lontano, il Roby Nazionale esce tra gli applausi, lui che diventerà interista presto ma che in quel momento è solo un ex juventino e milanista comunque stimato.

Stavolta, la morale della favola è dello stesso Baggio. Che dice la sua su Paramatti, “Se permettete, non e’ un comprimario: bisogna avere delle qualità per battere a rete con quella determinazione e precisione“. E il goleador ricambia: “Baggio dimostra che il calcio muscolare non paga se non e’ sorretto dalla fantasia”. E’ proprio roba da Paramatti vincere così a San Siro.

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