La prima volta di Zeman in Sardegna: 90 minuti di emozioni

Gli amanti del gioco offensivo hanno festeggiato la notizia: il ritorno di Zeman su una panchina di serie A garantisce gol e partite emozionanti. A Cagliari non vedono l’ora e per prepararsi all’evento si può fare un tuffo nei ricordi e andare al 16 febbraio 1992, quando il tecnico boemo sbarcò sull’isola per presentare il suo Foggia dei miracoli. Squadra che – effettivamente – praticava un calcio divertente, non adattissimo ai deboli di cuore e a chi è legato alle tradizioni difensive: anche al S.Elia, al cospetto del Cagliari di Carletto Mazzone, i pugliesi confermarono virtù e difetti in un 2-2 che avrebbe anche potuto terminare 5-5 senza scandalo di nessuno data la quantità di opportunità create da una parte e dall’altra. E si badi bene: si era ancora nell’era dei 2 punti assegnati a vittoria, Zeman non aveva certo bisogno di innovazioni regolamentari per esprimere compiutamente la sua filosofia.
La cronaca della gara in estrema sintesi è questa. Le danze le apre il russo Shalimov, abile a incunearsi in uno spazio libero lasciato dalla difesa rossoblu a centro area. Pochi secondi e Fonseca pareggia con un destro al volo che serve per due cose: smentire chi sostiene che l’uruguagio possiede solo il piede sinistro; festeggiare l’exploit con qualche buon passo di tango. Ed è ancora il futuro napoletano-romanista-juventino a colpire di testa nella ripresa, sfruttando un’azione insistita di Nardini chiusa da un perfetto cross dalla fascia. Il Foggia si lancia in avanti, non ci sta a perdere e lascia ampie zone di campo per i ribaltamenti di fronte, ma Francescoli (talento da vendere e ognuno legga l’affermazione come vuole) sciupa per eccesso di egoismo. Che finisce per coincidere con il troppo altruismo della coppia difensiva Firicano-Villa, che regala il 2-2 a Rambaudi.
Quindi, cari tifosi cagliaritani, preparatevi. Con Zeman è molto probabile che starete sulle montagne russe e tornando a casa dallo stadio sarete perennemente indecisi tra il doveva andare meglio e il poteva capitare peggio

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