Venerdì 13 giugno 2014: tutti gli occhi saranno su Spagna-Olanda. Come nel 1974 per il derby tedesco. Ma la storia si fa anche da un’altra parte…

Spagna-Olanda è il big-match della prima giornata del Mondiale 2014. Si ricomincia laddove si era finito in Sudafrica, stavolta senza prolungamenti ai supplementari e una coppa da assegnare. La posta in palio sarà comunque importante. È fondamentale partire bene perché il Cile è un terzo incomodo che fa paura, chi perde corre seri rischi di eliminazione anticipata.

Nel 1974, Germania Ovest-Germania Est, il derby tutto tedesco, fu la partita delle partite della prima fase. A maggior ragione allo scoccare del novantesimo, perché la vittoria dei più deboli e poveri comunisti per 1-0 fece alquanto clamore in un mondo dove le contrapposizioni politico-ideologiche trovavano in quel confronto un’esemplare rappresentazione.

A legare i due eventi, c’è la stessa gara, giocata nel girone: Australia-Cile. Adesso le due squadre scenderanno in campo sapendo il risultato tra Spagna e Olanda, ma troppi calcoli non ci saranno. I sudamericani devono necessariamente vincere, gli avversari non sono più una nazionale sprovveduta e intimidita come un tempo. Proprio nel 1974 le due rivali si affrontarono in un’edizione che riservò pochissime soddisfazioni. Il Cile era un Paese tormentato dalla feroce dittatura del generale Pinochet e non mancarono proteste degli esuli in Germania a calamitare l’attenzione mediatica sulle brutalità della giunta militare, insediatasi con un golpe neanche un anno prima. Quanto all’Australia, quella era la sua prima partecipazione al Mondiale e nonostante non sia riuscita a segnare neanche un gol, quell’evento va ricordato già solo per il fatto di esserci stato, tenendo conto di come fino al 2006 non si sarebbe verificato un bis.

Mentre i tedeschi dell’Ovest e dell’Est si regalavano a Berlino divisa dal muro un avvenimento epocale, ad Amburgo Cile ed Australia diedero vita a uno 0-0 che fu il primo storico punto per i canguri. La partita fu alquanto brutta, fortemente condizionata nella ripresa da un temporale che ridusse il campo ad un pantano e favorì le intenzioni difensive della squadra più debole. Nel finale, i nervi diedero lo spunto per principi di rissa e in uno di questi venne espulso Richards. Ma anche in 10, l’Australia compì l’impresa. Chissà se ci farebbe la firma anche oggi, il ct Ange Postecoglou, che a quei tempi era un bambino di 8 anni…

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