Verona-Parma 1992: Quando il Barone sconfisse il Parma di Scala

Il Parma che si presenterà domenica pomeriggio al Bentegodi non se la passa certo bene, nonostante il morale rafforzato dalla vittoria sulla Fiorentina e dal cambio di proprietà che ha alimentato qualche speranza di risalita. Stavano peggio, però, i gialloblu quando le due formazioni si affrontarono per la prima volta in serie A. Anzi, le due situazioni erano opposte, con i ducali di Nevio Scala nelle posizioni di testa e i padroni di casa a presentare alla ventiseiesima giornata un nuovo allenatore, chiamato al capezzale di una squadra malata.

Un tecnico santone, che si presentò all’appuntamento forte delle sue 70 primavere e di un’esperienza di lungo corso, quella che ci vuole per navigare in acque tempestose. E poi basta il nome, in certi momenti: Nils Liedholm. Oltre alla sua straordinaria bonomia, che al termine di una partita sofferta, vinta per 1-0 per tocco di Renica da mischia in seguito a un corner, gli fa dire: “Meno male che ho riposato per tre anni, così ho potuto sopportare una partita come questa”.

Ma l’immagine più bella, è vedere il Barone svedese in piedi a bordo campo, come a testimoniare fisicamente tutta la sofferenza che ci vuole per portare a casa l’intera posta, quanto mai necessaria per rafforzare l’ipotesi salvezza (che non verrà raggiunta, però). Lui minimizza il gesto, lo considera figlio di una situazione regolamentare nuova, pur ammettendo il pathos dei 90 minuti: “Non passava mai il tempo, la partita sembrava non finire… Ma prima non stavo in piedi perché non si poteva, adesso si può. Tutto qui…”. Quanto al merito della vittoria, il mister scudettato con Milan e Roma nei decenni precedenti, offre una lettura molto netta, alla quale Mandorlini oggi potrebbe ispirarsi per allontanarsi definitivamente dalla zona pericolo: “Questa era una partita particolare che devi vincere col cuore, con la saggezza e con le gambe. E così è stato”.

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