La Coppa Italia e il battesimo del mister

Dici Juve-Verona di Coppa Italia ed è normale pensare alla finale doppia del 1983, con i bianconeri chiamati a riscattare l’amarezza di Atene per la Coppa dei Campioni perduta con l’Amburgo. Impresa riuscita non senza patemi, perché alla sconfitta del Bentegodi i bianconeri oppongono 90 minuti vibranti al Comunale, che permettono di andare ai supplementari e poi arrivare al successo finale.

Ma per andare al primo successo dei padroni di casa contro i gialloblu nella competizione tradizionalmente snobbata nei primi turni e poi magnificata nella fasi conclusive, bisogna andare qualche anno addietro. Esattamente al 1976-77 e la gara è tutt’altro che priva d’interesse perché rappresenta la presentazione in un impegno ufficiale della nuova Juventus di Trapattoni davanti al proprio pubblico. Di fronte il Verona guidato dall’ex Ct della Nazionale Ferruccio Valcareggi, che schiera un centrocampo di ragionatori, con Emiliano Mascetti mezzala e Francesco Guidolin a dirigere le operazioni con il numero 10. Il giovane Trap non deroga dall’undici che i tifosi della Vecchia Signora impareranno a declamare a memoria: Zoff, Cuccureddu, Gentile; Furino, Morini, Scirea; Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega.

Quindicimila gli spettatori presenti sugli spalti (allora non è vero che la tv svuota necessariamente gli spalti, visto che giovedì sera allo Juventus Stadium saranno di più…). Il Verona spaventa subito i padroni di casa ma Petrini davanti a Zoff non trova la porta. La rete che sblocca il risultato è un gesto tecnico tipico di Bettega, con cross di Furino e colpo di testa in tuffo del numero 11. Ed è ancora il mediano bianconero a ispirare la rete del raddoppio, trovando puntuale Tardelli per un altro gol aereo.

Sarà capace Allegri di fare altrettanto? Magari sì, ma certamente non con i titolari. Non è più tempo, ormai, per vedere i giocatori abitualmente schierati di domenica impegnarsi nei primi turni di Coppa Italia.

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