Sandro Mazzola racconta il suo primo impatto, nella finale del 1963, con il Real Madrid di Puskas e Di Stefano

La decima è diventata un’ossessione! E si capisce perché riguardando il  palmares del Real Madrid. La squadra iberica ha una bacheca di trofei internazionali (e nazionali ovviamente) straordinaria, ma la gran parte dei successi, in Coppa Campioni risale ad un’epoca lontana. Oggi la conquista di quel decimo trofeo permetterebbe al Real Madrid di concludere un percorso incominciato poco meno di vent’anni fa che, costellato di milioni di euro e di tantissimi acquisti, tutti da prima pagina di giornali, riporterebbe il Real Madrid  ai fasti degli anni Cinquanta e Sessanta. Sotto la presidenza Sanz nel 1997/98 e nel 99/00 e con la prima presidenza Peréz e l’epoca dei galacticos nel 2002, il Real Madrid ha vinto le tre Champions League che assieme alle sei vinte fra il 1955 e 1960 e quella della stagione 65/66 la portano ad essere la squadra con più Coppe Campioni/Champions League ma da 12 anni ferma a quel numero nove che sa di impresa straordinaria ma non perfetta, una sensazione di incompiutezza che solo la decima vittoria potrebbe colmare.

Ma come sono nate tutte queste vittorie? Come ha fatto a dominare in Europa per così tanto tempo? Beh le prime coppe Campioni non avevano certo la complessità che ha oggi la Champions League, ma a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta il Real Madrid aveva una squadra che anticipò di molti  anni quella dei galacticos per la sua abbondanza di stelle e di campioni di primissimo piano. La metà degli anni Cinquanta vede infatti la dirigenza del Real Madrid creare una rosa di prim’ordine che comprende, tra gli altri, Alfredo Di Stéfano, Ferenc Puskas, Francisco Gento (che vincerà anche la Coppa del 1966), Raymond Kopa,  Héctor Rial, e José Santamaria. Un Real Madrid che nel 1963, a Vienna perde la Coppa Campioni in finale contro l’Inter di Herrera. In quella squadra milita Sandro Mazzola, che molti anni dopo ci racconta in questa intervista l’emozione e lo stupore nel vedere da vicino questi campioni. Dal suo racconto si capisce come i galacticos siano nati molti anni (e moltissimi soldi) prima dell’arrivo di Florentino Peréz.

CONDIVIDI