Roberto Carlos Secondo al Pallone d’Oro nel 2002

Fa incetta di successi Roberto Carlos nel 2002, ma sul gradino più alto del podio si vede un compagno di squadra, il neo madridista Ronaldo, che come lui vince il Mondiale col Brasile e più di lui lascia un segno in finale, firmando la doppietta decisiva contro la Germania. Certo, l’esterno sinistro nella massima competizione non sbaglia una partita, firma anche un gol nella partita con la Cina, è uno dei giocatori simbolo della squadra. Ma non basta a convincere chi deve prendere la decisione, le lacrime del 5 maggio del Fenomeno per il campionato sfumato con l’Inter vengono cancellate e a Roberto Carlos resta la consolazione di tutto il resto.Che è tantissimo e conferma anche la sua statura di giocatore determinante, visto il peso delle sue prestazioni nelle affermazioni del Real Madrid.

A partire dalla Champions League, dove in finale è lui a suggerire la fantastica rete di Zidane al Bayer Leverkusen. E poi c’è la Supercoppa Europa e la Coppa Intercontinentale, a comporre un tris da sogno. Forse, a determinare il secondo posto di Roberto Carlos, c’è uno strano paradosso, oltre all’ovvia constatazione che gli attaccanti sono da sempre più visibili e votati dei difensori. Il brasiliano è un giocatore talmente spettacolare nell’interpretazione del suo ruolo da rischiare di non essere considerato il migliore tra tanti, ma quasi un caso isolato, un prototipo che non avendo riferimenti da accostare finisce per brillare di meno. Detto altrimenti e con un’immagine, o Roberto Carlos regala gol ancor più importanti e iconografici di quello che è un po’ il suo manifesto (la punizione al torneo di Francia nel 1997, con palla fuori dallo specchio della porta e poi rientrante all’ultimo a baciare il palo interno), oppure il suo repertorio di giocate impossibili rischia di assomigliare ai film di fantascienza, mai premiati ai festival di cinema. Anche quando sono capolavori, non vengono mai capiti fino in fondo.

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