Gary Lineker, secondo al Pallone d’Oro nel 1986

Capocannoniere in campionato con il suo Everton, piazzatosi secondo alle spalle del Liverpool, al termine di un biennio dove le due squadre della città si scambiavano i posti nella classifica finale e lui rimaneva assolutamente immutabile seduto sul trono di goleador della First Division. Le premesse per un buon Mondiale ci sono tutte, ma Gary Lineker a Messico ’86 va oltre e anche qui si afferma come l’attaccante più prolifico firmando 6 reti. Non bastano per vincere il Pallone d’Oro, che va in casa della meteora sovietica Belanov, ma costituiscono la premessa per diventar il giocatore che ha segnato di più nelle fasi finali del Mondiale alle quali ha partecipato l’Inghilterra. E dire che all’appuntamento più atteso dal Mondiale il grande Gary Lineker arriva come un elemento tutto da scoprire, che prima di conquistare la sicurezza del posto ha dovuto attendere tutta la pazienza del Ct Bobby Robson, lento a trasformare l’impalcatura della squadra.

La tripletta rifilata alla Polonia nell’ultima gara del girone rappresenta la svolta e le 2 reti rifilate al Paraguay con l’inizio delle partite a eliminazione diretta lo consacrano come una delle stelle della manifestazione. Nei quarti è lo stesso Ct britannico a collocarlo nella giusta luce, dichiarandosi convinto che se l’Argentina ha Maradona, lui possiede Gary Lineker, uno che ha già dimostrato di sapere bene come si fa a mettere la palla in rete”. E in effetti il ventiseienne con il numero 10 non tradirà le attese, ma il suo gol a 10 minuti dal termine non servirà ad altro se non a rendere forse ancor più profonda l’amarezza dell’Inghilterra per la mano di Dio. In quell’estate, Gary Lineker passerà per 6 miliardi di lire al Barcellona, all’epoca innamorato della via britannica al football, visto come già possedeva in organico Hughes ed Archibald.

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