Jean Tigana, secondo al Pallone d’Oro nel 1984

Il Pallone d’Oro del 1984 non poteva che andare a Michel Platini e al suo anno di platino, tra scudetto e Coppa delle coppe con la Juventus ed Europeo con la Francia. Ma in nazionale il fido compagno di reparto che più si è distinto, fra l’altro come migliore in campo della brutta finale con la Spagna, merita di finire secondo nella classifica di France Football.

Jean Tigana è un perno di quel reparto che sembra tutto composto da numeri 10 e fa ritornare alla mente il mitico Brasile del 1970, del quale la Francia sembra essere la versione europea, riveduta e corretta. Ma a lui non gli va fatto questo apprezzamento perché non lo accetta: “Sono un artigiano, quando mi danno del brasiliano mi arrabbio. Io sono migliorato da quando ho capito che il calcio è uno sport collettivo. E la mia forza è che non sono mai stanco, il mio segreto è pensare sempre che c’è qualcuno pronto a prendermi il posto”. Oggi, si direbbe forse che nella verve del suo gioco c’è la “fame”, termine spesso usato in modo non letterale. Invece per Jean Tigana, la povertà dell’infanzia è stata una condizione concreta, cresciuto com’è nella banlieue di Marsiglia dopo essere nato a Bamako, nel Mali.

“Il calcio mi ha salvato”, questo è il Jean Tigana pensiero. Campione di Francia nel 1984 con il Bordeaux, si parlò in quell’estate straordinaria di un trasferimento in Italia, al Como. Ovvero: dalla Coppa dei Campioni alla provincia lombarda. Ecco cos’era la fama della Serie A.

CONDIVIDI