Alain Giresse, secondo al Pallone d’Oro nel 1982

Ha 30 anni quando si guadagna il titolo platonico di vice Pallone d’Oro nel 1982. Alain Giresse è uno dei componenti del fantastico centrocampo della Francia che arriva a un passo dal sogno della finale Mondiale, sfuggita solo ai calci di rigore nella drammatica semifinale con la Germania Ovest, dove peraltro lui segna il gol del parziale 3-1, quello che più illude la squadra e una nazione intera che non ha mai osato tanto prima di allora (e in finale, per il vero Pallone d’Oro Paolo Rossi, i blues sarebbero stati un cliente più effervescente della Germania). A Spagna ’82 il centrocampista del Bordeaux segna in precedenza una doppietta all’Irlanda del Nord e passa alla storia – suo malgrado – per come la discesa in campo dello sceicco del Kuwait gli annulla una rete apparsa assolutamente regolare, in uno di quegli episodi che sembrano riportare il calcio alle logiche da cortile anche quando ci sono centinaia di milioni di telespettatori ad assistere all’evento.

In fondo, a ritrarre il valore di Alain Giresse e dell’efficacia del suo gioco (a 30 anni si è giocatori definiti e lui vive una condizione di assoluta creatività), ci sono le parole del compagno di Nazionale, nonché Pallone d’Oro nei 3 anni seguenti: Michel Platini. Un parere autorevole e affettuoso: “Genghini è come me: un giocatore d’istinto, capace di dribblare e segnare a occhi chiusi. La sua piccola statura lo favorisce. E’ lucido e pronto. Un’anguilla, un fulmine. Guai fidarsi di lui. Non bisogna lasciarlo solo sul limite dei 16 metri perché ti colpisce”.

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