Norvegia-Italia 1991. Come è lontano il Mondiale dell’anno prima…

Si dice che la Norvegia di oggi sia squadra tosta, forte nel gioco aereo (almeno così ha ammonito Gigi Buffon), spinta dal pubblico di casa. Del resto, le gare d’esordio delle qualificazioni europee, hanno confermato un assunto: guai fidarsi del ranking e di gerarchie codificate (vedi l’Albania che va a battere il Portogallo in casa sua). Perciò, è bene che Conte guardi con attenzione agli avversari (e di questo non dubitiamo, li dipingerà come una formazione di valore) e ricordi magari l’unico precedente che vide le due nazionali affrontarsi appunto per le qualificazioni europee. Una notte tragica, quella di Oslo il 5 giugno 1991, che seppellì quasi definitivamente quelle magiche di un anno prima a Italia ’90 e contribuì non poco alla clamorosa esclusione azzurra all’Europeo del 1992 (evento che non si è più verificato successivamente e che adesso – con la formula a 24 squadre – sarebbe francamente impensabile anche in presenza di un passo falso iniziale).
Il 2-1 patito in quella circostanza non fece una grinza. I gol nel primo tempo misero in croce la difesa messa in campo da Azeglio Vicini, che si fece sorprendere da Dahlum su azione d’angolo e da Bohinen che fece tutto da solo manco fosse Maradona. Per l’Italia, gol della bandiera di Totò Schillaci, con un colpo di testa originato da un bell’allungo sulla destra del neocampione d’Italia sampdoriano Attilio Lombardo.
La rete di Totò è storica. Perché fu l’ultima della sua folgorante e breve carriera azzurra. E fu anche l’unica fuori da Italia ’90: prima e dopo, altro non è stato per il siciliano dagli occhi sgranati, che avrebbe ritrovato parte della gloria perduta recandosi in Giappone, dove – a suo dire – gli parevano tutti pazzi per come parlavano…

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