Quando Max ed Antonio erano giocatori il Pescara sconfisse la Juve. Storia di un 5-1 clamoroso…

La massima del titolo vale per il passato. Oggi nessuno può dire se il nuovo allenatore della Juventus potrà eguagliare in qualcosa il suo predecessore. Sconfitto in panchina negli anni recenti, visto come Conte è riuscito a disegnare un tris di scudetti proprio sottraendo il comando al Milan di Allegri, il buon Max può affidarsi ai ricordi da giocatore. Sarà pur vero, come dice il suo mentore Galeone, che il centrocampista del Pescara aveva stoffa da leader e buone proprietà tecniche, ma anche in questo caso le due carriere non sono paragonabili. Però c’è un caso che può rafforzare Allegri nel suo proposito di misurarsi in maniera ambiziosa con Conte. Risale al loro primo incontro sul campo, stagione 1992-93. La Juve arriva a Pescara alquanto distratta dai festeggiamenti per la conquista della Coppa Uefa e dalla consapevolezza amara che il campionato non ha più nulla da dire. In più, dopo appena due minuti Ravanelli porta avanti i bianconeri e fa pensare che la trasferta sia poco più di una passeggiata di salute. Per di più, gli abruzzesi sono già retrocessi matematicamente. Eppure, la gara finisce 5-1. Ed è proprio Allegri a trasformare il rigore del pareggio, peraltro dopo aver sfiorato il gol con un tiro di poco fuori. Il 2-1 arriva da corner ancora di Allegri e rovesciata splendida di Borgonovo. Il resto è composto da un autogol di Carrera e le reti di Martorella e Palladini. Per la cronaca, nella Juve del Trap si segnalò proprio Antonio Conte, che nel naufragio della squadra si salvò con la solita generosità di corsa e combattività.

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