1982-83: botta e risposta proprio come oggi in Verona-Roma

La coincidenza potrebbe anche far sorridere il popolo romanista, che recentemente ha pochi motivi per farlo. Perché pareggiare 1-1 a Verona, passando in vantaggio e facendosi rimontare in tempi brevi, è esattamente ciò che è successo nel lontano (ma molto vicino nel cuore) 1983, quando la formazione guidata da Liedholm confermò in Veneto il diritto al primo posto e la candidatura allo scudetto, che si concretizzerà da lì a poco. Ma quello fu un Verona-Roma decisamente dagli umori diversi rispetto a quello disputato ieri e non solo per il primato della Juventus, attestatosi a +9 a fine gara. Gialloblu e giallorossi erano infatti ai vertici della classifica e il tema in agenda della seconda giornata di ritorno era proprio il possibile e clamoroso aggancio deoi padroni di casa, distanziati di soli 2 punti.

Il primo tempo mantiene le promesse di calcio spettacolo e avvincente che entrambe le squadre stanno praticando in quella stagione. A determinare il vantaggio degli ospiti è una prodezza di Maurizio Iorio, che poco prima della linea del limite dell’area inventa un pallonetto al volo raccogliendo una respinta di pugno di Torresin. Ne esce fuori una traiettoria velenose, che prende controtempo il portiere che cerca invano di recuperare in fretta la posizione sulla linea di porta. Non molto meglio, a ben vedere, ha fatto ieri Benussi, troppo lento nel tuffarsi per opporsi al destro da fuori di Francesco Totti.

Dove le cose cambiano è sulla rete che vale il pareggio. Nel 2015 trascorrono 12 minuti tra un gol e l’altro e un po’ di sfortuna ci mette lo zampino, tenendo conto della doppia carambola tra Astori e Keita sul colpo di testa di Jankovic. Nel 19083 la risposta scaligera è fulminea ed è opera del bomber Nico Penzo, in stagione di grazia così assoluta da meritarsi poi l’acquisto da parte della Juventus (dove non seppe ripetere le gesta di provincia). Ma molto del merito della sua rete è di Pierino Fanna, che avanza sulla sinistra come un Robben a piedi invertiti, fa tutto di destro e mette in area piccola un gioiellino che è impossibile non raccogliere.

A fine gara, i commenti sono unanimi. La Roma ha dimostrato saldezza, superando brillantemente uno tra gli scogli più difficili. E tenendo conto anche di due legni colpiti, la sensazione è quella di una prova di forza che al di là del risultato non può che regalare ulteriore convinzione nella corsa scudetto. Quanto al Verona, ha dimostrato il suo diritto tra le grandi. A fine anno festeggerà un buonissimo quarto posto e – nel 1985 – arriverà addirittura al sogno del suo primo e irripetibile titolo di campione d’Italia.

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