E’ una data da brivido il 25 giugno. Esattamente 4 anni fa, i rossocrociati impattarono con l’Honduras…

Quante volte si incontreranno Svizzera e Honduras in una fase finale dei Mondiali? E parliamo di prospettive millenarie, di secoli nei secoli? Ebbene, forse i Maya sono un loro patrimonio perché è da brividi veri la circostanza che vuole nel 25 giugno di due Mondiali consecutivi la stessa partita, con una situazione molto simile di classifica, tra due Nazionali che non frequentano abitualmente la competizione.
Ecco la vicenda. 2010, Sudafrica: la Svizzera ha bisogno di 3 punti per coltivare speranze di qualificazione, peraltro decisamente concrete dopo la gara inaugurale che l’ha vista vincere con la Spagna. Di fronte ha un Honduras che non ha nulla da chiedere, se non mettere in mostra la sua migliore qualità, risiedente nella velocità. Ne esce fuori uno strano 0-0, dove Lichtsteiner e compagni combinano pochissimo, non andando al di là di un colpo di testa di Derdiyok e di una giocata non degna di premio da parte di Nkufo. Morale: tutti a casa, con volti disperati a fine incontro per l’incredibile opportunità storica mandata in fumo.
2014, Brasile. La situazione è praticamente identica, forse perfino migliore perché l’Ecuador – a pari punti in classifica – è impegnato con una Francia che in Sudamerica si è portata dietro materiale asfaltabile per come lo sta utilizzando con tutti. E’ vero, in linea teorica l’Honduras confinato a 0 punti non è ancora matematicamente eliminato, ma ci vorrebbe un miracolo di combinazioni che francamente neanche i Maya. Oggi come allora, sulla panchina c’è il santone Ottmar Hitzfeld, da 6 anni Ct, all’ultima prova prima di passare il testimone all’ex laziale Petkovic. Sarebbe davvero incredibile se, dopo essere riuscito a portare la Svizzera addirittura al rango di testa di serie del girone, inciampasse nel sequel di Honduras 2, il 25 giugno…

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