Sarà una sfida spareggio e le premesse tra Croazia e Messico sono decisamente intriganti.

I primi, infatti, hanno ben figurato nella prova d’esordio con il Brasile e hanno travolto il Camerun  con nettezza di punteggio e gioco. I secondi, però, hanno dalla loro il vantaggio di un punto in classifica che può permettere un pareggio, la solidità difensiva espressa nei primi due incontri, un portiere come Ochoa in stato di grazia e il peso di un precedente favorevole. Che potrebbe anche rappresentare una forma d’ispirazione, tenendo conto chi ispira quel ricordo.

Stiamo parlando di Cuathemoc Blanco, numero 10 del Messico, giocatore in grado di attraversare le epoche come un Highlander fantasioso, come si evince da quell’indimenticabile colpo, il salto della rana, consistente nell’agganciare il pallone con i due piedi e sollevarsi in aria quel tanto che basta per effettuare un dribbling che lascia a bocca aperta gli avversari e che – se non riesce – rappresenta un monumento alla vanagloria e alla goffaggine.

Il Mondiale del 2002 lo vide protagonista proprio dell’incontro inaugurale del girone tra Messico e Croazia. Lo risolse lui su un rigore determinato da un suo puntuale inserimento in area, con trasformazione sicura. I tricolori andarono  avanti, arrestandosi poi agli ottavi. I croati, invece, sembravano una banda di reduci che si raccontavano ancora le gesta dell’edizione precedente, quando erano arrivati incredibilmente in semifinale mettendo in mostra talento e personalità in enorme misura. Unico exploit di quel Mondiale il successo con l’Italia di Trapattoni, ma considerando la modestia di quella spedizione azzurra non può annoverarsi tra le imprese memorabili.

Per quanto visto finora, Croazia e Messico meriterebbero di andare avanti, hanno un potenziale e una mentalità superiore a certe seconde classificate che hanno avuto la buona sorte di capitare in gironi più abbordabili. Chissà che ci stupiscano con qualche prodezza degna della erede Cuauhteminha…

CONDIVIDI