Il Verona di Mandorlini sta facendo sognare. Come ai tempi dello scudetto del 1985. Entrare in Europa League è possibile. Purché con la Lazio si vada a vincere

I conti sono facili da fare: nello sprint per il terzo posto in Europa, Lazio-Verona è sfida decisiva. A furia di belle prestazioni, i gialloblu hanno fatto dimenticare di essere una neopromossa (come Livorno e Sassuolo, distanti anni luce). E adesso, a 3 giornate dal termine, dopo una valanga di meritati compimenti, riuscire a centrare un obiettivo non programmato a inizio stagione significherebbe tornare ai tempi dello scudetto, a quel clima di enorme entusiasmo che accomunerebbe la banda Mandorlini con quella guidata da Osvaldo Bagnoli. Già, il tricolore. In quel lontano 1984-85, il Verona andò a giocare con la Lazio all’Olimpico alla dodicesima giornata. E in una gara di confronto aperto, vinse 0-1 grazie a un tiro di Galderisi che sfruttò una deviazione di Podavini per confermare il diritto al primato della sua squadra. Anche all’epoca, proprio come oggi, l’attribuzione della rete fu materia di discussione. Ma le decisioni erano piuttosto semplici: anche una minima deviazione determinava l’autogol, perciò il bomber Galderisi si vide privato dell’assegnazione di una rete. Non che contasse molto, per la verità: perché la classifica cannonieri era questione di Platini, Altobelli e Maradona, nella città di Giulietta si pensava a un sogno ben più grande.

E’ noto come Luca Toni, invece, sia affezionato all’idea di lasciare un segno anche personale nel campionato straordinario che ha saputo confezionare. Per questo si è arrabbiato alquanto domenica scorsa nel vedersi “scippare” il gol dal “colpevole” Frison, portiere del Catania, e anche nella sostituzione anzitempo che gli ha impedito di avvicinare Immobile. Ma un’impresa a Roma, forse, varrebbe anche un sacrificio individuale (occhio alla Lazio, però: Candreva la porta la vede più del Vincenzino D’Amico di 30 anni fa). E per riuscirci bisogna applicare quella virtù che venne riconosciuta al termine di quel Lazio-Verona proprio dagli avversari, che riconobbero la superiorità degli ospiti per l’umiltà messa in campo.

Insomma, domenica assisteremo a un bel confronto a distanza tra il Verona di due epoche distanti. E chissà che anche Prandelli si convinca per il Brasile a portarsi il Gigante Toni, come Bearzot fece verso il bomber tascabile detto Nanu, convocato per Messico 1986…

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