Per vincere la Champions League il mister del Real Madrid dovrà inventare qualcosa. Il Milan lo imiti, se vuole andare nell’Europa minore 

Carletto Ancelotti è al doppio sprint che tutti vorrebbero vivere: pochi giorni e la volata a tre decreterà il vincitore della Liga e la finale tra Real ed Atletico dirà quale sponda di Madrid diventerà la capitale d’Europa.

Il “suo” Milan è decisamente su altri obiettivi, ma il suo ex giocatore Clarence Seedorf impratichitosi nel nuovo ruolo di allenatore sa bene che entrare in Europa League dalla porta del sesto posto renderebbe molto più problematico un suo possibile allontanamento. Per riuscire nell’impresa – non così piccola dati i presupposti di partenza – c’è una sola strada: vincere a Bergamo e approfittare dello scontro diretto tra Torino e Parma.

Per riuscire a conquistare i 3 punti con un’Atalanta – che vorrà salutare la sua stagione positiva davanti al pubblico che la sostiene come sempre  – Seedorf non deve far altro che imitare Ancelotti. Non i successi che ha ottenuto dalla panchina, bensì lo straordinario gol che decise la gara con i nerazzurri il lontano 6 settembre 1989. C’era ancora il muro di Berlino, giusto ancora per due mesi, ma il sinistro del centrocampista rossonero dalla lunga distanza aveva la forza di una violenta picconata. Uno dei gol più belli realizzati da un campione che oggi, nel reparto di mezzo, sarebbe in grado di far svoltare il Milan.

A proposito: in quella stagione Ancelotti avrebbe perso il campionato in extremis e si sarebbe vinto la Coppa dei Campioni in finale con il Benfica, oggi presente all’ultimo atto in Europa League. Sono troppe coincidenze per non pensare che De Jong o Poli non vadano a inventarsi un tiraccio domenica alle 12,30…

 

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