In Lega Pro vola la Paganese, un po’ a sorpresa prima nel Girone C dopo tre giornate. Il protagonista della giornata è Giuseppe Caccavallo

Il calcio di provincia che spicca, almeno in fase embrionale, in un girone ricco di grandi decadute del Sud e tante squadre dalle ambizioni, e dalla potenza economica, importanti. Nello scontro al vertice, quando parlare di vertice è già di per sé una iperbole, la squadra di Pagani vince 2-1 contro la Fidelis Andria e va in testa a pari punti con la Casertana.

Il protagonista della giornata è Giuseppe Caccavallo, capace di trascinare la squadra biancoazzurra e di segnare in entrambe le vittorie. Originario di Napoli, giramondo di provincia partito da Lecce 9 anni fa, quando giocò una manciata di partite in B, con due reti all’attivo. Non aveva ancora vent’anni, ma la cadetteria non la vedrà più. Qualche esperienza importante tra Cosenza e Gubbio, ma non è tutto. L’anno scorso a Caserta solo due gol da gennaio a maggio, prima una parentesi non fortunata a Pagani. Ma la cittadina salernitana era nel destino: a luglio il ritorno, e una nuova vita.

Tre gol in tre partite: uno alla prima, nella vittoria contro la corazzata Foggia, e due nel match di domenica contro la Fidelis Andria, squadra capace di vincere contro Matera e Lecce. Realizza due rigori Caccavallo e poi apre le braccia. Come se fosse la cosa più naturale del mondo. Con quel pizzico di incoscienza tipica di chi a 28 anni non ha smesso di sognare il calcio che conta. Di chi conosce bene la categoria per averla giocata, vissuta, ma non ancora vinta. Non è mai stato un grande realizzatore e nelle varie parentesi non è mai andato oltre le 6 reti. Poche per un attaccante con una storia in questa categoria.

Classico numero dieci, fantasia e poca continuità. Caccavallo è questo. Eterna promessa di fine anni 2000, poi calciatore utile per fare bene in Lega Pro. Senza mai arrivare ad affermarsi, a conquistarsi la possibilità di tornare lì dove tutto era iniziato: in B. O magari anche più in alto, ma non è il momento di sognare. Questo è un momento d’oro, da sfruttare, da far in modo, con le unghie e i denti, che continui. Perché anche a ventotto anni in Lega Pro i sogni rimangono aperti.

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