Adesso tutti lo vogliono e Didier Deschamps per la sua Francia non ne può più fare a meno: il difensore Mangala, in forza al Porto, è la nuova muraglia difensiva che fa impazzire l’Europa che conta…

ANAGRAFICA

Nome: Eliaquim

Cognome: Mangala

Data di nascita: 13 febbraio 1991

Club: Porto

Nazionalità: Francia

 

CARATTERISTICHE

Ruolo naturale: Difensore centrale.

Ruolo alternativo: Terzino sinistro.

Ruolo potenziale: Mediano frangiflutti.

Punti di forza: La forza fisica unita allo stacco aereo e all’efficacia nei corpo a corpo. Ma anche la personalità, la leadership e i margini di crescita senza limiti e che per quanto visto in queste due ultime stagioni sembrano non volersi arrestare.

Punti deboli: L’irruenza, che ad altissimi livelli può non pagare, la lettura tattica di alcune situazioni soprattutto in giocate difensive di emergenza, e talvolta l’eccessiva confidenza con il pallone.

 

POTENZIALE

Campionato ideale: Belgio e Portogallo possono sembrare poco, ma per Mangala parlano le prestazioni sui palcoscenici internazionali: partendo da questo dato si può tranquillamente dire che si tratta di un calciatore “globale” adatto probabilmente anche per il ruolo non così particolare a praticamente tutti i cinque maggiori tornei europei. Sarà dura averlo in Italia, nonostante la corte serrata della Roma, così come pare piuttosto improbabile un suo ritorno in Francia. Ma attenzione, se il PSG vende Thiago Silva al Barcellona (il giocatore pare stia puntando i piedi pur di vestire blaugrana) allora Mangala, parigino giramondo, potrebbe tornare all’ovile per far magari coppia con l’altro neo acquisto David Luiz.

Chi ci ricorda: Con questa dote di ambidestro quasi totale, Mangala è un difensore quasi senza precedenti. Non è quindi un Paolo Maldini “coloured” perché non si tratta di un calciatore raffinato quanto piuttosto del classico centrale moderno, di grande impatto sulle partite e di grande impeto sugli attaccanti avversari. Detiene però quel tasso di eleganza tale da poterlo accostare al primo Lilian Thuram, quello che per esempio nella nazionale francese giocava anche esterno (ma di destra), dirompente nella corsa, bravo negli anticipi e quasi insuperabile negli uno contro uno difensivi. Insomma, la strada è davvero quella buona ma di chilometri da percorrere ce ne sono ancora parecchi…

Dove può arrivare: gli manca adesso soltanto più la controprova del grande club e quindi delle pressioni che ne derivano. Cambierà maglia perché in Portogallo guadagna mezzo milione di euro a stagione, e le offerte al rialzo (e che rialzo) pullulano. Potrebbe essere quindi uno spalla a spalla tra Chelsea e Manchester City. Quindi Premier League. Quindi la prova della verità per arrivare alla cosiddetta consacrazione. I presupposti sono però quelli giusti e limiti è giusto e saggio non porne più del necessario.

 

SEGNI PARTICOLARI

La carriera di Mangala si costruisce soprattutto in Belgio, magari non il massimo sulla carta, ma terrà che ha prodotto una serie impressionante di talenti nell’ultimo lustro. Sbarcato a Namur a 13 anni, lo Standard Liegi lo nota a 16 anni e lo vuole a tutti i costi ottenendolo ovviamente per cifre vicine al ridicolo. È qui che il difensore, addirittura impiegato come attaccante nelle giovanili, si prende la maglia della prima squadra collezionando oltre 70 presenze in poco più di due stagioni. Emigra poi nuovamente da buon figlio di famiglia congolese, accettando il trasferimento al Porto che punta forte su di lui nonostante la tradizione che vorrebbe i Dragoes particolarmente attratti dal mercato sudamericano. Mangala vince anche questa sfida, ed è oggi pronto già per la prossima, che è il Mondiale con la maglia della Francia, e poi quella prossima ancora. No limits, giustamente.

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