In Lega Pro, il protagonista della giornata è Mattia Finotto della compagine ferrarese

Metti una squadra dal passato glorioso come la Spal, poi un avvio di campionato da urlo: quattro partite e quattro vittorie, dodici punti e una mini-fuga (+5 su Rimini e Pisa, seconde a pari merito nel Girone B di Lega Pro). La squadra di Ferrara batte anche il Pontedera in trasferta e vola sempre più verso un avvio da favola. Alla ricerca di una promozione che sarebbe storica.

In tutto questo c’è un calciatore che nelle ultime due vittorie ha recitato la parte del protagonista assoluto: Mattia Finotto. Attaccante classe 1992, numero 10 con il senso del gol. Un fantasista capace di fare tutti i ruoli dell’attacco, il prototipo dell’attaccante moderno. Due campionati di C2 con il Monza per lui prima di approdare nella scorsa stagione alla Spal: 34 presenze (di cui 20 da titolare) e 8 gol nello scorso campionato, 3 gol in 3 presenze in questo avvio di stagione. A Monza fu capace di andare anche in doppia cifra, mentre l’esperienza precedente alla Sambonifacese fu abbastanza sfortunata, com’è normale che sia per un ventenne che prova il passaggio dal calcio dilettantistico a quella Serie C, che oggi non esiste più.

Ha giocato da titolare due volte in queste prime quattro giornate ed entrambe le volte è andato a segno. Ha realizzato un gol pesantissimo contro la Pistoiese (2-1) e la doppietta della giornata contro il Pontedera (2-0). Fa coppia offensiva con Cellini, capocannoniere del girone e insieme, da soli, hanno già raggiunto quota 7 gol in 4 partite. Li ha segnati tutti su azione, Finotto, dimostrando abilità negli inserimenti dalle retrovie e nel giocare palla al piede. Quella maglia gli sta bene addosso e per adesso i suoi gol valgono sei punti che potrebbero rivelarsi fondamentali.

Un calciatore completo, forte anche fisicamente, chiamato ad esplodere. Perché i nati nel ’92 hanno ormai la “chiamata alle armi”: far bene in questa Lega Pro vuol dire garantirsi la possibilità di giocare l’anno prossimo in una categoria superiore, quando ormai è tardi per rincorrere l’etichetta della promessa o del giovane acerbo. A 23 anni bisogna essere maturi. Finotto ha un intero campionato per dimostrarlo: partendo da quelle doti che fino ad ora ne hanno fatto uno dei calciatori più interessanti dell’intero girone B.

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