L’ex direttore sportivo della Fiorentina Pantaleo Corvino dei Della Valle alle prese con il Bologna, che stupirà tutti…

In un caso su mille, nel calcio, la fortuna ti piove addosso, Pantaleo Corvino invece se l’è dovuta andare a cercare. Come tanti altri. E a costo di sparire dalla scena per un paio d’anni, chi viene dal basso sa anche aspettare il momento giusto per tornare alla ribalta: Corvino è antropologicamente uno dei numeri uno della specie, addirittura partito dalle giovanili, storico uomo di società, mai al soldo di altri per cercare apprezzamento (caso di specie a cui invece appartiene Luciano Moggi, come molti altri, che hanno iniziato anche da osservatori delle grandi squadre). Corvino no. Ha sempre diretto il proprio destino, combinando pasticci ma soprattutto grandi capolavori, fin da quando gestiva una piccolissima società dilettante del salentino (anni in cui venne anche a contatto con il giovanissimo Antonio Conte, che voleva a tutti i costi cedendo soltanto di fronte all’offerta del Lecce Calcio). Poi Casarano, Serie C, dal quale sono partite carriere di professionisti di massimo rispetto tra cui Miccoli e Francioso. Quindi appunto Lecce, dove tutti hanno iniziato a conoscerlo: padre putativo dell’idea del giovane straniero del paese sperduto da far vedere al mondo. Quindi di Valerj Bojinov quanto di Mirko Vucinic.

Per Corvino venne poi l’ora di Firenze. Con i Della Valle, a loro modo una potenza e comunque nei primi anni di Fiorentina protagonisti anche di una grossa dose di iniezione di liquidità in un calcio italiano che iniziava già a boccheggiare non fosse stato per gli ultimi acuti dei Berlusconi e dei Moratti. Anni dell’oro quindi, per Corvino, che ha sempre azzeccato più da fuori confine che da dentro, più dai giovani che dai puntelli d’esperienza: ne sanno qualcosa Stevan Jovetic e Adem Ljaijc. Poi qualcosa è andato storto, nel calcio ciclicamente succede, e soprattutto la proprietà viola aveva bisogno di una gestione più aziendale che istintiva. Conti prima di tutto, la Juventus di oggi insegna, come insegnano le difficoltà delle milanesi e il clamoroso caso Parma. Corvino allora s’è fatto da parte, e dal 22 dicembre scorso è tornato in pista. A Bologna. Nel silenzio generale. Ma lui ha stoffa ed esperienza a sufficienza per scegliere con oculatezza. Aveva rifiutato già il Sassuolo, per dire. Sognava Napoli, lui che tifa Genoa. E invece sono arrivati gli americani, Tacopina e una nuova ondata di dollari che darà un ulteriore scossone al movimento Italia. Statene certi, saranno colpi in stile Corvino ma anche colpi clamorosi. Dall’estero. Gente che è già oggi sulle prime pagine dei giornali. Preparate le coronarie, soprattutto se siete tifosi del Bologna e i fasti di fine anni ’60 ve li hanno soltanto raccontati.

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