Ancora un uno-due dell’Udinese ai danni dell’Atalanta.

 

L’Udinese di Stramaccioni sogna guardando la classifica che la vede in questo momento piazzata al terzo posto. E per la facilità con la quale ha regolato la pratica Atalanta con due reti nel primo tempo ha ricordato un’altra gara del 2007-08. Un tempo sufficientemente lontano per tutti, ma non per il solito Totò Di Natale, presente in entrambe le partite con un ruolo da protagonista. Suo il gol che ieri ha incanalato la sfida su binari bianconeri, unendo tempo del pressing e conclusione all’incrocio dei pali assolutamente imprendibile. Ma anche l’exploit di Thereau, che ha chiuso la partita al trentaseiesimo minuto, è stato degno di nota, dimostrando che i bianconeri friulani possiedono adeguata dimensione tecnica.

 

Il precedente fu altrettanto amaro per l’Atalanta di Gigi Del Neri, travolta da un uno-due dell’Udinese in rapidissima sequenza attorno alla mezzora. Il primo gol arriva da corner: calcia Pepe e Quagliarella prende il tempo a Capelli che lo contrasta e piazza di testa all’incrocio dei pali. I due futuri juventini dimostrano di conoscersi bene e confezionano una di quelle teti che colpevolizza la difesa avversaria. Che diventa condannabile nell’azione successiva, quando Coppola troppo preoccupato smanaccia un cross da sinistra e la palla va sui piedi di Di Natale. Il 2-0 è cosa fatta e da come esultano felici i giocatori, mimando il gesto del cullare un bambino appena nato, si capisce perché Totò non abbia mai voluto andarsene via da Udine, il luogo dove si può essere sempre se stessi (e non solo quando si incontra l’Atalanta)

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