ANAGRAFICA

Nome: Marcelo

Cognome: Brozovic

Data di nascita: 16 novembre 1992

Club: Dinamo Zagabria

Nazionalità: Croata

CARATTERISTICHE

Ruolo naturale: Trequartista

Ruolo alternativo: Intermedio di centrocampo

Ruolo potenziale: Esterno offensivo

Punti di forza: La velocità d’esecuzione, sia in fase di passaggio che di finalizzazione, la capacità di prendere campo palla al piede e l’intelligenza nel gestire il pallone in diverse zone di campo. Come espresso dai ruoli potenziali di cui sopra, Marcelo Brozovic rappresenta un po’ l’emblema del calciatore moderno, un po’ come Draxler dello Schalke, a differenza del quale è un po’ meno catalizzatore di gioco e più ficcante nelle verticali.

Punti deboli: Ancora leggero nelle giocate corpo a corpo, soffre marcature rigide e soprattutto gradisce ancora troppo gestire il pallone a due o tre tocchi quando manovra lontano dall’area di rigore. Come spesso accade quando si tratta poi di fare il grande salto dal campionato croato, uno dei problemi può essere quello di stabilirne davvero la collocazione tattica ideale visto che viene proposto solitamente come trequartista centrale, ruolo molto delicato soprattutto nel calcio di altissimo livello.

POTENZIALE

Campionato ideale: Per movenze e per modo di interpretare le transizioni, Marcelo Brozovic è un profilo quasi perfetto per le squadre di Premier League, soprattutto quelle che possono giocare negli spazi con ripartenza frenetiche che nascono sugli esterni. Non a caso lo vuole anche l’Everton, team che ama proporre mezzepunte che saltino l’uomo e capaci di creare superiorità numerica. Nel calcio più tattico di Italia e Germania potrebbe trovare maggiori problemi di adattamento anche se il talento di base non manca. Molto dipenderebbe dall’allenatore che se lo troverebbe in dote.

Chi ci ricorda: Un po’ Marchisio per la capacità di inserimento da lontano negli spazi, un po’ Gabbiadini per quel sinistro letale anche da fermo. L’idea è quella di un centrocampista offensivo (più offensivo del bianconero e meno attaccante del bergamasco) idea nel 4-2-3-1 più che nel 4-3-3. A meno che non dimostri di poter operare da mezzala mancina (sa comunque calciare con due piedi con pari naturalezza) mettendoci un po’ più di sacrificio rispetto a quanto fatto vedere tecnicamente fino a oggi sul campo. Il 4-4-2 non lo usa quasi più nessuno, perché sennò da laterale vecchia maniera, con interpretazione atipica, potrebbe tranquillamente dire la sua.

Dove può arrivare: La sua carriera è un crescendo che parte da squadre di provincia, tutto quello che ha Marcelo Brozovic se l’è conquistato. Fino all’interessamento del Milan che con il giocatore ha già raggiunto addirittura un’intesa di massima. Milanello sarebbe già un grande punto d’approdo, con molte cose ancora da dimostrare, ma forse un anno di gavetta in una squadra di seconda fascia (non per forza di Serie A) potrebbe aiutarlo a non sbagliare quando poi si tratterà di vestire maglie davvero pesanti.

SEGNI PARTICOLARI

Si parlava di gavetta, ma la personalità a Marcelo Brozovic non manca. La dimostrazione è quanto fatto fin qui con la maglia della sua nazionale, agli ordini di Niko Kovac, dove pare addirittura più a suo agio che nella Dinamo Zagabria. Per lo meno in zona gol. Il 4-2-3-1 della sua selezione lo esalta, anche perché nel gioco di Kovac gli esterni finiscono molte volte al tiro (leggasi Perisic, conosciuto ai mondiali e anche nella partita di qualificazione agli Europei contro l’Italia di Antonio Conte). Per capirsi, Marcelo Brozovic ha segnato più con la Nazionale bianco-rossa a scacchi che fin qui in campionato nella stagione 2014/15. Ed è questo ciò che ha colpito tantissimi osservatori internazionali che gli hanno messo gli occhi addosso.

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