Seconda finale in 40 anni per i colchoneros. E copione quasi identico

Mai passare in vantaggio in finale. E soprattutto, mai credere che agli ultimi giri di orologio è fatta quando si è vantaggio per 1-0. Tutti conoscono la maledizione di Bela Guttmann che ha colpito anche quest’anno il Benfica, ma pure quella dell’Atletico Madrid non scherza. Per una squadra che fa della difesa il suo punto di forza, come ha certificato la Liga dove la squadra di Simeone è stata la migliore del torneo, essere beffata sempre da un difensore a pochi istanti dal termine è quanto di più atroce possa esistere. Stiamo parlando di Coppa dei Campioni e di un sogno che proprio quest’anno celebrava i 40 anni di età. Nel 1974 l’ultimo atto con il Bayern stava vedendo gli spagnoli trionfare per 1-0 ai tempi supplementari quando lo stopper tedesco Schwarzenbeck sparava un missile da 30 metri che sorprendeva il portiere Reina. Un tiro pazzesco e disperato, che finiva nell’angolino e che aveva l’effetto di rimandare la proclamazione del vincitore due giorni dopo, in un’altra gara, all’epoca non si prevedevano i calci di rigore. E la delusione per il trionfo sfumato in extremis non poteva che produrre un secco 4-0 a favore dei tedeschi. Con le dovute differenze, ciò che è andato in onda a Lisbona non è molto diverso: rete di Sergio Ramos, difensore col vizio del gol in occasione dei calci da fermo. E ultimi 30 minuti dopo il novantesimo tutti a favore del Real Madrid, che ha segnato 3 reti a una squadra che oggettivamente non ne aveva più sul piano nervoso.

Ulteriore coincidenza: nel 2014 e nel 1974 non è che i tempi regolamentari abbiano presentato grandi emozioni. Anzi, a dirla tutta, 40 anni fa la partita fu alquanto bruttina, molto lenta, qualcuno scrisse persino che sembravano i ritmi di “un’amichevole”. Ecco, quest’ultima valutazione non si può dire per Real-Atletico. E non solo perché un derby è un derby, ma per la specifica qualità di Bale che ha garantito un po’ di accelerazioni, nonostante un po’ di errori sottoporta (ma di testa non ha fallito il tap-in decisivo). E poi, dove c’è Simeone, non c’è pace. Anche perché Varane è un bel provocatore. Ci si ritroverà al prossimo confronto, in Supercoppa. Si prevedono scintille…

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