Atalanta-Fiorentina: tutto come 25 anni fa (o quasi)

Il precedente è nobile: prima di Kurtic, l’ultima volta che la Viola è andata a conquistare l’intera posta in palio a Bergamo vincendo 0-1 è successo nel 1988-89 e il protagonista assoluto rispondeva al nome – nientemeno – che di Roberto Baggio. Suo il gol partita nel primo tempo, una conclusione a giro a mezza altezza sulla quale Ferron ci può fare poco (esattamente come Sportiello domenica pomeriggio). Ma il Divin non ancora Codino fa anche di più: evidentemente ispirato dalla presenza del Ct azzurro Azeglio Vicini sente troppo la partita, gioca bene, si merita elogi da Nazionale ma si fa prendere anche dal nervosismo e va a imbattere su un cartellino rosso a venti minuti dal termine.

Ma il vero evento della partita è la recriminazione dell’Atalanta, evidentemente un classico. Perché se nel 2014 sono i pali a dire no a un esito diverso della gara, 25 anni fa è il portiere fiorentino Pellicanò che ipnotizza dal dischetto lo specialista Nicolini. Tra l’altro, proprio come oggi, i toscani si presentano in classifica dietro l’Atalanta e la cosa porta bene. Differenze con l’oggi sono ovviamente in panchina. Perché magari Colantuono può ricordare il Mondonico dell’epoca per come sta stabilendo un rapporto di lunga durata con la gente nerazzurra. Ma Montella, sebbene pacato e tranquillo come Eriksson, non gli piacerebbe esser descritto come un perdente di successo com’era capitato fino a quel momento allo svedese, che avrebbe aspettato 11 anni prima di raccogliere finalmente un sospirato scudetto

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