Sangue latino e nordico, atteggiamento in campo proprio dell’istinto africano. John Guidetti  sarà il baluardo della Svezia del futuro

 

ANAGRAFICA

Nome: John Olof Alberto

Cognome: Guidetti

Data di nascita: 15 aprile 1992

Club: Svincolato

Nazionalità: Svezia

CARATTERISTICHE

Ruolo naturale: Centravanti

Ruolo alternativo: Attaccante centrale di supporto

Ruolo potenziale:

Punti di forza: Il fisico unito alla buona tecnica (che non vuol dire che si tratta veramente del nuovo Ibrahimovic), la protezione della palla, il piede destro, la personalità che vuol dire anche autostima, lo spirito di sacrificio per la squadra, il peso specifico in area di rigore.

Punti deboli: Il colpo di testa, perché per la stazza Guidetti può e deve fare meglio e con più convizione. Il sinistro, gli appoggi verticali (il lavoro di sponda invece lo sa fare già molto bene), nonché la rapidità nei primi tre passi che gli permetterebbe di arrivare prima sui tanti palloni vaganti sul fronte offensivo.

POTENZIALE

Campionato ideale: Il sogno potrebbe essere la Serie A, dove far valere le radici, la lotta e l’abilità in mischia anche se il repertorio nonostante le caratteristiche non sia ancora quello di un Luca Toni. Più concretamente, anche dopo la discreta esperienza al Celtic che lo ha tolto dalle acque stagne di quel contratto infinito e con scarsa fiducia che legava Guidetti al Manchester City, il suo mondo ideale parrebbe certamente essere la Premier League: c’è più tempo di ragionare palla al piede e più possibilità di toccare palloni anche a seguito di azioni rocambolesche e di transizioni a tutto campo. Insomma, lo svedese può fare bene principalmente dove all’attaccante viene chiesto di fare l’attaccante. Di sacrificarsi è capace, ma perderebbe almeno il 50% del suo potenziale. L’expolit di 3 anni fa in Olanda con la maglia del Feyenoord spiega ancora oggi il giocatore, anche se Guidetti è gradualmente cambiato migliorando la sua presenza sul campo ma perdendo per strada la capacità di spunto partendo da lontano.

Chi ci ricorda: Niente Ibrahimovic, lasciamo perdere. Guidetti è bello e gli piace giocare bello ma resta un ottimo attaccante se si limita al concreto (lo spettacolo piuttosto lo può riservare ad alcune conclusioni acrobatiche e in particolare ai calci di punizioni del quale sembra diventato uno specialista). Ha forza e una certa eleganza, ricorda di più il primo Edin Dzeko, anche nell’evoluzione del giocatore anche se la finalizzazione li separa: Guidetti più dritto per dritto, senza fronzoli e a volte anche a discapito dell’estetica, il bosniaco invece sempre piuttosto raffinato nelle movenze.

Dove può arrivare: Dopo lo stop dalle scene con il City che quasi sembrava tenerlo nascosto (o forse in punizione?), tra campionato scozzese e Europei U21 Guidetti si è ripreso la ribalta. Oggi è un giocatore trasformato rispetto ai 20 gol in un anno in Olanda. Gioca più per la squadra, se ve ne sente coinvolto e mette in mostra quelle stranezze tipiche di chi da bambino e ragazzino non è stato cresciuto dentro i canoni delle grandi scuole calcio. Nessuno conosce realmente i suoi margini, anche se la sensazione è che i suoi limiti siano sconosciuti anche a Guidetti stesso. Certamente sarà un baluardo della Svezia in futuro ma tra essere un Bendtner e un Larsson a volte il passo è davvero breve.

SEGNI PARTICOLARI

Guidetti è il perfetto giocatore globale. Ovvero figlio della globalizzazione e totalmente multietnico anche a livello culturale. Nato in Svezia da padre italiano, cresciuto da adolescente in Kenya dove gioca anche per strada nei quartieri borghesi di Nairobi, torna in patria per entrare presto nelle grazie dei migliori osservatori europei. Insomma, il suo sangue è latino e nordico, il suo atteggiamento in campo anche proprio dell’istinto tipicamente africano. Un profilo adesso libero da contratto, tutto da scoprire e al più presto in un contesto del tutto nuovo. L’Italia, un giorno o l’altro, sarà proprio dietro l’angolo.

CONDIVIDI