Abbiamo immaginato una sfida tra la Nazionale allenata dal tecnico salentino, con elementi che giocano in Serie A, e quella guidata dall’ormai ex allenatore della Russia con soli “stranieri”. Ecco la cronaca della partita

Una partita emozionante con lo spettacolo che l’ha fatta da padrone. L’Italia allenata da Antonio Conte e quella guidata da Fabio Capello hanno fatto divertire il pubblico presente sugli spalti, per un match sentitissimo e che ha visto la tattica come caratteristica importante in entrambi gli schieramenti.

Nessuna variazione di modulo
L’Italia di Antonio Conte, che non ha modificato l’ormai classico 3-5-2, ha visto in campo in seguenti undici: Buffon in porta. Difesa composta da Barzagli, Bonucci e Chiellini. A centrocampo spazio a Zappacosta e Antonelli sulle fasce, con Marchisio, De Rossi, Bertolacci in mediana. In attacco il tandem Zaza-Eder. Una formazione giovane, ma allo stesso tempo forte per mettere in difficoltà chiunque, grazie all’inserimento di elementi affamati di calcio.

Fantasia e velocità sulle fasce
Dalla parte opposta, Fabio Capello ha schierato il solito e inimitabile 4-4-2 con alcune novità che hanno reso la formazione molto offensiva. Davanti a Sirigu infatti, si sono posizionati Darmian, Donati, Ogbonna e Criscito, per un quartetto difensivo basato sulla velocità dei terzini e sull’attenzione dei centrali. Le notizie di un certo rilievo però, sono arrivate dal centrocampo, grazie alla presenza di El Shaarawy e Giaccherini sulle corse esterne, con Verratti e Thiago Motta nella zona nevralgica del campo, abili a interdire e a costruire gioco per i due attaccanti, Balotelli e Immobile, perfetti per l’idea di gioco dell’allenatore di Pieris.

Primo tempo, difese protagoniste
La gara inizia con la compagine di Antonio Conte che intende sorprendere gli avversari con pressing asfissiante e azioni palla a terra. Ma è dell’Italia allenata da Fabio Capello la prima occasione, con Balotelli che, servito splendidamente da Giaccherini, si vede stoppare la sua conclusione da Chiellini, con la sfera che termina sul fondo. Al 10° ci prova Zaza con un’acrobazia delle sue, ma la mira non è delle migliori e Sirigu può tirare un grosso sospiro di sollievo. L’Italia di Conte, specialmente nei primi 20’ soffre l’intraprendenza di Verratti, abile a sfornare palloni interessanti verso i compagni, apparsi un po’ sottotono. Proprio il metronomo che milita nel Psg, intorno alla mezz’ora, si inventa un tiro dai 25 metri che centra la parte superiore della traversa a Buffon battuto. Se fosse entrata la palla, si sarebbe parlato di un gol straordinario. Malgrado minuti di crisi, Marchisio e compagni non si arrendono, rendendosi pericolosi con De Rossi bravo a sovrastare Donati, con un colpo di testa che esce di un niente, dopo un corner dalla destra. Si chiude praticamente qui una prima frazione di gioco che ha visto le due squadre, tutto sommato, bloccate sugli esterni e con il gioco incentrato per vie centrali.

Ripresa con un Balotelli show
Nessun cambio nel secondo tempo, con le due squadre alla ricerca del vantaggio, malgrado l’importanza della posta in palio. All’8° la formazione di Fabio Capello passa meritatamente al termine di un’azione corale e ben orchestrata dal solito Verratti. Il centrocampista classe ’92 ruba palla a uno svagato Antonelli, servendo Balotelli che di prima intenzione infila Buffon con un destro terrificante. E’ lo 0-1 che risuona come una sveglia per i ragazzi di Conte, abili a gettarsi in avanti per cercare di pareggiare immediatamente. Al quarto d’ora, discesa di Darmian sulla sinistra, palla al centro per Eder, evanescente fino al quel momento, che al volo impegna severamente Sirigu. E’ il preludio al gol che arriva al minuto 23: Marchisio lancia Zappacosta sulla destra, l’esterno taglia verso il centro, lasciando di sasso Ogbonna e Criscito, siglando l’1-1 con un colpo di testa debole ma preciso che va ad infilarsi all’angolino basso della porta avversaria. Una rete fortemente voluta e nata da uno schema provato in allenamento da parte degli uomini azzurri. Fabio Capello, subìto il pareggio corre ai ripari facendo entrare Pirlo al posto di Verratti, stanco e leggermente infortunato alla caviglia. L’ex Juventus non ci mette molto ad entrare in partita e a risultare decisivo poco più tardi quando, con un fendente dei suoi, mette Balotelli a tu per tu con Buffon, dapprima bravo a respingere la palla calciata dal numero 9 dell’Italia ma sfortunato successivamente nel raccogliere la sfera in fondo al sacco dopo un rimpallo proprio con il centravanti del Liverpool. Finita qui? Nemmeno per sogno: al 37° è Bertolacci a colpire un clamoroso palo, dopo aver saltato Criscito e Ogbonna, sul capovolgimento di fronte, contropiede perfetto orchestrato da Pirlo e Giaccherini che, di fatto, servono allo scatenato Balotelli la palla dell’1-3 che significa vittoria per Sirigu e company e delusione negli occhi di Antonio Conte. Il 24enne centravanti, però, si rende protagonista di un gesto abbastanza pesante verso la fine della gara. Capello lo richiama in panchina a pochi minuti dal termine e Balotelli, di tutta risposta reagisce in malo modo, lanciando una borraccia ai piedi del suo allenatore che non la prende benissimo, tanto da rimproverarlo animatamente a fine gara. La solita “balotellata” che non poteva mancare.

La vittoria del centrocampo
Una gara, senza dubbio, giocata alla pari, almeno nel primo tempo, ma che ha visto prevalere la compagine composta da gente come Pirlo,Verratti, Darmian e Balotelli, magnifico sotto porta e cinico in tre delle quattro occasioni asua disposizione. Tra gli uomini di Conte ha deluso le attese Eder, quasi mai in partita e la difesa, non aiutata a dovere da un centrocampo che ha giocato al di sotto delle possibilità, tranne Marchisio e De Rossi. Fabio Capello sostanzialmente, ha vinto la partita lì, nella zona nevralgica del campo, facendo entrare un riposato Pirlo, bravo a illuminare la scena in meno di 20 minuti dal suo ingresso in campo.

CONDIVIDI