Estate 2012: Carletto al Psg. Con un ottimismo eccessivo…

Partiamo da una premessa: c’è differenza tra un’estate come quella odierna, dove hai vinto la Champions League e il tuo presidente ti compra Navas, Kroos e James Rodriguez e quella di due anni fa, quando non sei riuscito a centrare l’obiettivo del campionato e il tuo presidente tira fuori 264 milioni di euro per portarti in dote Pastore, Ibrahimovic, Thiago Silva, Verratti, Lavezzi e Lucas Moura. Nel primo caso, tu, Carletto Ancelotti, sei comodamente seduto sull’impresa storica di avere portato la Decima a Madrid e – anche se non sei campione di Spagna – l’Europa conquistata ti regala una serenità e una consapevolezza della forza del club di enorme portata. Nel 2012, invece, il mister reggiano ha un contratto faraonico con il Psg e l’obbligo di bruciare le tappe: ok prendersi la rivincita sul Montpellier e strappare il primato di Ligue 1 (impresa che riuscirà), ma è sul fronte continentale che lo sceicco Nasser Al-Khelaifi si aspetta molto, vista la qualità tecnica della rosa messa a disposizione.

Ed Ancelotti non si nasconde, dicendolo a chiare lettere: “Abbiamo preso tutti i più bravi. Il mio Psg vale il Real Madrid e il Barcellona”. Sbaglia punto di riferimento, Carletto. Perché l’edizione della Champions League che verrà sarà una faccenda tutta tedesca, con la finale tra le due migliori squadre della Bundesliga: Bayern e Borussia Dortmund.

Il suo Psg terminerà la corsa proprio al Camp Nou, ai quarti di finale. E con una punta di amaro, visto che in due incontri non perde mai: 2-2 in Francia, 1-1 a Barcellona. Due pareggi che consentiranno ad Ancelotti di dire che “i giocatori hanno dimostrato qualità, carattere e coraggio. Mi sento rammaricato ma allo stesso tempo sono anche tanto orgoglioso”. Tutte cose che metterà poi in valigia, trasferendosi a Madrid…

CONDIVIDI