18 aprile 2009: la curva bianconera inneggia ad Antonio Conte. Lo vuole come allenatore al posto di Ranieri. Se fosse stata ascoltata oggi la Juve starebbe per eguagliare il ciclo del Quinquennio? 

E’ la prima volta che l’Inter di Mourinho si presenta in casa della Juve. Ci arriva con 10 punti di vantaggio, la forza del suo primato, le certezze acquisite nel cammino. E anche un ragazzino di nome Mario Balotelli, molto fischiato e però decisivo nell’azione dello 0-1. Grygera poi pareggia in extremis, ma la curva bianconera emette il suo verdetto: l’esperienza di Ranieri sulla panchina della Juve deve finire (cosa che succederà realmente qualche settimana dopo). Il candidato proposto dai tifosi è di bandiera: Antonio Conte. Però, dimostrando una certa lungimiranza, nella vox populi c’è anche una corretta valutazione di ciò che sta combinando l’ex capitano a Bari, trascinando la squadra alla promozione in A con vittorie, bel gioco, entusiasmo e un innovativo 4-2-4.

La dirigenza juventina non seguirà il consiglio, che diventerà un boato sempre più assordante nei giorni a venire, ingrossandosi particolarmente quando sfumerà l’ultimo obiettivo di stagione con l’eliminazione in Coppa Italia. Conte verrà sondato, ma il feeling non scatterà, anche perché la sua idea di calcio non si sposa con l’acquisto di Diego, fortemente voluto da Alessio Secco. La linea produrrà l’assunzione di Ciro Ferrara e poi di Zaccheroni e Del Neri, con due stagioni diverse per scelte e uomini,  ma accomunate dal settimo posto che condanna le operazioni fatte.

Con il senno di poi, vedendo quanto Antonio Conte ha saputo essere un’onda d’urto irrefrenabile per il calcio italiano e la Juventus,  il dubbio resta: e se fosse arrivato prima? La Juve starebbe per vincere il suo quinto scudetto (facendo saltare fra l’altro il Triplete di Mourinho, altro che gol di Grygera…)? La risposta è ovviamente impossibile. E chissà se Conte, Mou e Cobolli Gigli ci hanno mai pensato…

CONDIVIDI