Estate del 2008: club in crisi e opportunità di mercato. Le italiane dormono

In cassa non ci sono euro. E in questi casi, altro non c’è da fare che apparecchiare una bella vetrina con i pezzi pregiati. E’ la situazione del Valencia nel luglio del 2008, ristrutturato da cima a fondo dopo una crisi che l’ha fatto precipitare a metà classifica, nonostante un organico di buon livello. Tre i gioielli: David Villa, capocannoniere dell’Europeo che ha appena inaugurato il grande ciclo della Spagna; David Silva, pallino di mezzo continente per la sua versatilità; il solito Joaquin, uno dei pochi esterni in grado di saltare l’uomo.

Le tentazioni sono quindi più che lecite. Ed è interessante osservare che  il Valencia, a un passo dal baratro, ha la capacità di risollevarsi e di guadagnare la qualificazione all’Europa League.

Il destino dei tre eroi è vario. David Villa è fatto oggetto di corteggiamento da parte di Real Madrid e Chelsea, si parla di offerte sontuose attestate sui 40 milioni, ma il Valencia finisce per non cedere e ha ragione, visto che il bomber ripaga la squadra segnando 28 gol, quota che da quelle parti non si vedeva dai tempi di Mario Kempes.

David Silva, pallino di Claudio Ranieri che lo avrebbe voluto alla Juventus, si infortuna ed esce dal mercato. Per lui erano pronti 22 milioni di Barcellona ed Atletico Madrid, ma il suo futuro non sarà in un altro club spagnolo, bensì in Inghilterra, nel Manchester City.

Quanto a Joaquin, l’attuale giocatore della Fiorentina, non arrivano proposte di acquisto che possano pareggiare quei 25 milioni che il Valencia ha versato a suo tempo nelle casse del Betis Siviglia e che ne facevano l’acquisto più oneroso nella storia del club.

Il Valencia resiste, quindi, dimostrando che si può fare. E le italiane stanno a guardare, forse distratte, più probabilmente miopi verso un Paese che si riteneva poco ricco di giocatori interessanti per il nostro campionato

 

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